Simonetti: NO al Global Compact, NO al Diritto di migrare! • Roberto Simonetti

Simonetti: NO al Global Compact, NO al Diritto di migrare!

Inserita giovedì, 29 Novembre 2018 | da: roberto simonetti
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Nel periodo storico in cui gli Stati Nazionali rialzano la testa a difesa delle proprie identità e confini, ecco che la Comunità Internazionale attraverso lo IOM, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, vuole imporre al mondo  il tema del diritto a migrare.

Infatti con il meeting di New York l’ONU nel 2016, a trazione Obama poi sconfitto dalla storia, ha adottato la Dichiarazione per i Migranti e i Rifugiati tutta imperniata sul diritto dei popoli ad emigrare, disponendo regole per una migliore gestione dei fenomeni migratori a livello globale  e della valorizzazione della mobilità umana quale motore dei processi di sviluppo sostenibile. Una visione diametralmente opposta a quella dei popoli, stante le vittorie elettorali di Trump in America, di Salvini da noi, della Le Pen in Francia, di Orban in Ungheria, solo per fare alcuni esempi concreti, che vogliono sia affermato il diritto a NON emigrare, attraverso politiche di sostegno socio economico a quei paesi in via di sviluppo al fine di evitare le emigrazioni economiche.

Ecco perchè la Lega in parlamento  ha chiesto al governo attraverso una risoluzione in Commissione Esteri alla Camera di non sottoscrivere il Global Compact alla conferenza intergovernativa del prossimo dicembre a Marrakech, così come hanno già dichiarato Australia, Austria, Cechia, Polonia, Slovacchia, Svizzera, Ungheria e Usa.

La Lega sarà sempre contraria a chi sostiene le invasioni di massa di migranti economici, a chi vuole limitare le sovranità nazionali, a chi vuole sostituire le identità dei popoli con la società multiculturale.

Sommessamente ci rifacciamo alle parole di Papa Ratzinger che nel 2013 affermò che “nel contesto socio politico attuale prima ancora che il diritto a emigrare, va riaffermato il diritto a non emigrare. Cioè a essere in condizione di rimanere nella propria terra, di vivere nella propria patria”.

 


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