Simonetti: ecco il mio intervento in Regione sul futuro delle Province • Roberto Simonetti

Simonetti: ecco il mio intervento in Regione sul futuro delle Province

Inserita giovedì, 13 Settembre 2012 | da: roberto simonetti
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Valutazioni sullo stato del sistema delle autonomie locali con particolare riguardo all’attuazione di quanto disposto dall’articolo 17 del decreto legge del 6 luglio 2012, n. 95  – Seduta n. 265 del 10/09/2012

SIMONETTI Roberto, Presidente Provincia di Biella

 Grazie, Presidente.

Vi ringrazio – mi rivolgo al Presidente del Consiglio regionale e al Presidente del CAL –  per aver convocato questa Assemblea.

Siamo partiti, oggi, con interventi istituzionali (mi riferisco soprattutto a quello del Presidente Cota) che hanno fatto la fotografia precisa della realtà in cui noi Amministratori stiamo vivendo, quella, sostanzialmente, di un “funerale” dell’Ente locale intermedio, o Provincia.

Se la prospettiva è questa – e lo dico con estremo dispiacere – la mancata elezione diretta, la mancata delegazione di funzioni e, soprattutto, la mancanza di risorse, fanno sì che se ne discuta. Noi, quindi, dobbiamo riuscire a convincere il legislatore politico futuro, che dovrebbe fortunatamente arrivare ad aprile (se non prima) con nuove elezioni, ad invertire questo trend, già parzialmente invertito rispetto al decreto Salva Italia dalla spending review, proprio perché sono state riconosciute tre funzioni precise all’Ente locale, pur mantenendo  – purtroppo – il taglio dei trasferimenti e l’elezione  indiretta.

Il quadro, dunque,  è questo: o facciamo il “funerale” alle Province oppure costruiamo degli organismi o dei contenitori che siano capaci di gestire l’area vasta.

La via intermedia significa  o fargli il  funerale o, comunque, non dare risposte all’area vasta.

Creare dei contenitori che siano in grado di gestire questi compiti, significa creare delle strutture che abbiano una grande superficie di competenza, per riuscire a dare le risposte  ai cittadini che proprio l’area vasta porta ad assumersi.

Veniamo alle funzioni. Di funzioni adesso ne abbiamo già tre, molto importanti: trasporti, ambiente ed edilizia scolastica.

Il Consiglio regionale – noi come CAL avanziamo un’ipotesi che dovrebbe, perlomeno, essere confermata o parzialmente variata dal Consiglio stesso – ha già indicato delle aree o dei bacini omogenei per gestire queste competenze che saranno proprie delle Province.

Per quanto riguarda i trasporti, ha già definito che i bandi dovranno avere una propria allocazione (per il territorio che qui rappresento sono quelli di quadrante). La stessa cosa vale per l’ambiente: il Consiglio regionale ha già approvato una legge (legge n. 7/2012)  che  individua i bacini ottimali entro i quali le funzioni saranno svolte con efficienza ed efficacia.

Veniamo ad altre realtà, come la sanità: anch’essa ha individuato  dei bacini di quadrante. Ovviamente non saranno di competenza delle  Amministrazioni provinciali, ma daranno un segno di continuità territoriale, di continuità politica e, soprattutto, di continuità socioeconomica di questi territori.

Ho sentito l’esempio della Camera di Commercio unita di Biella e Vercelli: noi già assieme siamo solo 39.000 imprese, e con la revisione delle Camere di Commercio territoriali ne servono almeno 40.000.  Fra un anno saremo di nuovo a ridisegnare un territorio, perché non staremo più dentro i parametri.

Se vogliamo “sfangare” i parametri, creiamo quella “via di mezzo” che è tra il funerale e il  costruire delle realtà  provinciali serie. In tal modo, non si avrà la possibilità di convincere il legislatore nazionale a rivedere i propri  passi.

Potremmo anche fare una revisione del numero delle Province, anche solo aritmetica o col pallottoliere, ma se l’opinione pubblica non vede che i territori hanno attuato  veramente una spendig review e un ridisegno serio dei loro territori, se da 107 passiamo a  90 o 80, il primo grado non lo vedremo mai in Parlamento. Non lo vedremo mai! E quindi faremo – lì sì,  veramente – il funerale di chi si dovrà assumere queste responsabilità, che sono poi i Sindaci, quei Sindaci che oggi guardano al riordino non con l’occhio dell’area vasta.

Sono il primo a voler ascoltare i Sindaci, ma se loro guardano la revisione delle Province con l’occhio del tombino, con l’occhio di gestire il particolare, che è il compito essenziale del Sindaco, allora è difficile…

Il Sindaco ha questo ruolo, quello di risolvere i piccoli problemi dei cittadini, perché è questo il suo mandato. Ma non è il giusto mandato del Sindaco che dovrà gestire l’area vasta. Se ogni Sindaco dovrà guardare la peculiarità e la particolarità, allora saremo nell’impasse che indicava il Presidente Saitta: o le asfaltature si fanno sul territorio del listino che vince, e gli altri non vedono un euro, o la discarica si fa nel listino che perde, perché gli altri vogliono comunque mantenersi i voti per tornare ad essere Sindaci e, a tempo perso, dedicarsi all’area vasta. Questo sarà il risultato.

Noi dobbiamo dare al legislatore questa possibilità, dobbiamo sfidarlo. Noi del territorio sfidiamo il Parlamento. Diciamo: “Parlamento , noi creiamo dei contenitori che sono propri per gestire l’area vasta. Diamo i contenitori che hanno le caratteristiche, e ti sfidiamo. Vediamo, lo riempi questo contenitore?” Perché se non lo riempi di  risorse, di deleghe e di funzioni, la colpa non è poi nostra, ma del legislatore, che dietro al populismo del ‘tanto peggio, tanto meglio’ ha fatto sì che le Province venissero colpite.

Io mi fermo qui. Penso di aver delineato qual è la mia posizione, che vuole creare un Piemonte del futuro che dovrà unirsi all’interno di una macroarea extraregionale ed extranazionale (perché noi andiamo a competere con il Nord Europa). È chiaro che dovremo creare un Piemonte snello, capace di reggere le sfide. La Lombardia- farà o meno delle proposte –  creerà delle realtà che non avranno meno di un milione di abitanti l’una. Un milione di abitanti l’una!  Biella e Vercelli hanno 365.000 abitanti: io con queste realtà non vado neanche a discutere, ho già bello che perso in partenza! Grazie.

 


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