La Tesoreria Unica è un furto ai Comuni del Nord • Roberto Simonetti

La Tesoreria Unica è un furto ai Comuni del Nord

Inserita sabato, 9 Giugno 2012 | da: roberto simonetti
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Siamo all’ennesima richiesta “dell’oro per la patria”. Con l’art.35 del cosiddetto decreto sulle
liberalizzazione dal 1 marzo avverrà l’ennesima rapina di Stato nei confronti dei territori e delle
autonomie.
“Il Governo, sempre più centralista – conferma l’On. Simonetti – avoca a sé tutti i depositi degli
enti locali, togliendo funzionalità ed indipendenza agli stessi. Inoltre toglie loro anche gli interessi
attivi che il Tesoriere garantiva, così come tutte i vantaggi burocratici derivanti dalle relative gare
di assegnazione.”
Il meccanismo è molto semplice: i tesorieri locali dovranno versare tutte le somme a Roma, vi sarà
un fiume di soldi dal Nord a Roma presso la Banca d’Italia che si occuperà della gestione delle
entrate e delle uscite degli enti in maniera maggiormente burocratica, lenta, farraginosa, creando
così difficoltà ai pagamenti delle forniture, dei committenti.
“ Per il territorio biellese poi – continua Simonetti – l’assenza fisica di sportelli della Banca
d’Italia stessa produrrà inconvenienti maggiori per la riscossione dei mandati di pagamento emessi
dai Comuni. Si ritorna indietro di vent’anni con una gestione centralista delle entrate degli enti che
presuppone quindi l’affossamento dell’autonomia fiscale dei territori, che invece attendono con
forza maggiore autodeterminazione ed indipendenza.”
Ciò porterà depauperamento dei territori, alle imprese locali ed alle banche locali, che vedranno
circolare nei loro forzieri minori liquidità e ciò significherà minori impieghi, minori crediti a
famiglie ed imprese. In un periodo di recessione come quello attuale, l’accesso al credito diventa
fondamentale e strategico, ma questa iniziativa si muove nell’esatto senso opposto.
“Lega Nord si opporrà con forza sia in Parlamento, mediante emendamenti soppressi al disegno di
legge di conversione del decreto, – spiega Simonetti – e sul territorio tramite ricorsi di fronte alla
Corte Costituzionale. Di fatti il Governatore Roberto Cota della Regione Piemonte impugnerà per
la seconda volta di fronte alla Corte una legge centralista del Governo Monti: prima la
soppressione delle province, ora contro la rapina alle casse dei Comuni.”
Questi decreti contrastano violentemente con il principio costituzionale dell’autonomia finanziaria
delle Regioni e degli Enti locali affermato con chiarezza dall’art.119 della Costituzione.
“Basta ledere il federalismo fiscale, – conclude Simonetti – e basta colpire gli enti locali con
minori trasferimenti considerandoli dei meri esattori per Roma Capitale, come avverrà anche con
la nuova IMU di PD e PDL che prevede il trasferimento del 50% del dovuto per lo Stato
centralista! Fa specie il silenzio dell’ANCI e dei sindaci delle grandi città, sempre in piazza contro
la Lega e sempre zitti con i poteri forti!.”


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