La spesa pubblica regionalizzata • Roberto Simonetti

La spesa pubblica regionalizzata

Inserita martedì, 12 Giugno 2012 | da: roberto simonetti
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L’On. Simonetti al Parlamento della Padania: “Le Regioni devono essere in pareggio autonomamente. Basta perequazione assistenziale”
Sabato presso Villa Favorita di Sarego – Vicenza si è tenuta la seconda riunione del Parlamento della Padania, dove è intervenuto l’On. Roberto Simonetti, presidente della Commissione Federalismo, sul tema della spesa pubblica regionalizzata.
“Questo è un tema importante ai giorni nostri, – dichiara l’On. Simonetti – oltre che per uno spirito sempre più federalista anche perché la situazione economica internazionale porta a dover costruire delle modifiche costituzionali e legislative che si inquadrano nel rigore di bilancio.”
Difatti con il “ fiscal compact” si prevedono una serie di regole finalizzate a dare maggiore stabilità finanziaria all’eurozona, stabilendo innanzitutto la cosiddetta regola aurea, la golden rule: l’obbligo costituzionale del pareggio di bilancio degli Stati membri. Tale regola dovrà essere introdotta rapidamente nella normativa. Lega Nord chiede a gran voce che ciò valga anche a livello regionale.
“L’obbligo del pareggio di bilancio – continua SImonetti – deve essere conseguito anche a livello regionale, in modo tale da non avere sempre il Nord che lavora, produce PIL e va a ripianare le perdite delle gestioni passive delle altre regioni. Se il pareggio di bilancio deve essere rapportato a livello nazionale nei confronti dell’Europa, non è più possibile non differenziare i diversi bilanci regionali interni per il raggiungimento dell’equilibrio a livello nazionale. Si spenda quanto si raccoglie e chi non raccoglie per sua responsabilità ed inerzia si aggiusta!”
I dati parlano chiaro: le spese statali del Bilancio dello Stato ammontano a 523 miliardi di euro. Di questi è possibile tracciare il loro percorso regionalizzato per un importo di 251. mld € (48.03%) , mentre l’ammontare di 133. mld € (25,46%) non è regionalizzabile. La quota residua di 139. mld € (26,50%) è destinata ad erogazioni a Enti e Fondi.
Per il Nord che produce il 54% del PIL lo Stato spende il 45% delle sue spese, per il Centro sul 22% del Pil la cifra delle spese è del 22% mentre per il Sud con un Pil del 24% lo Stato sende il suo 33% delle spese.
“Ciò significa, – commenta l’On. Simonetti – che chi produce più Pil meno riceve dallo Stato. Inoltre è importante anche prevedere una regionalizzazione del debito pubblico, al fine di ricostruire le responsabilità di chi lo ha creato, anche per iniziare a ragionare su una eventuale estinzione dello stesso in riferimento appunto ad una eventuale separazione.”
Il Servizio Studi della Lega Nord ha provato a definire la territorialità del debito, mediante la modulazione combinata di diverse variabilii: il criterio della responsabilità “storica” , quello demografico e della capacità fiscale.I dati riassuntivi indicano che su 1900 miliardi di debito si può ipotizzare che la quota del Nord arriverebbe a 680 miliardi, per il Centro si attesterebbe a 354 mld ed per il Sud graverebbe per 866 mld. Questi dati portano ad un rapporto Debito / Pil pari all’80% per il Nord, al 91% per il Ceno e al 230% per il Sud.
“Ciò dimostra che se la Padania volesse, – ricorda Simonetti – staccandosi, accollarsi il suo debito, ha la possibilità di rientrare nei parametri europei e di poterselo pagare senza difficoltà. Dobbiamo assolutamente arrivare alla modifica Costituzionale del pareggio di bilancio regionalizzato, altrimenti la deresponsabilizzazione degli attori locali farà sì che il Nord non riesca più a sopportare l’alto peso del costo dello Stato, tutto a danno dei nostri cittadini ed imprese.”
La Spesa Pubblica Regionalizzata

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