Documento di Economia e Finanza 2012 del 26.04.2012 • Roberto Simonetti

Documento di Economia e Finanza 2012 del 26.04.2012

Inserita sabato, 9 Giugno 2012 | da: roberto simonetti
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Signor Presidente, il Documento di economia e finanza 2012 certifica con i numeri la
nostra contrarietà politica ai provvedimenti che questa maggioranza eterogenea ha dato, purtroppo, in dote allo
Stato.
Siamo qui a dibattere, ma ho sentito, sia in Commissione che in Aula, che nessuno è padre di questo
Documento; nessuno vuole avere la paternità di tutte le azioni che sono state sin qui prodotte e che sono
squisitamente un aumento della tassazione. Anzi, nei documenti che si propongono, al posto del DEF e del
PNR, si parla di fare delle cose che sono il contrario delle politiche che sin qui sono state adottate da Monti. Mi
riferisco a un minor rigore e ad una maggiore politica di crescita, che è quello che la Lega Nord dice da sempre,
ma che in solitaria ha dovuto propagandare. Ci sono anche dei dati politici: l’Italia non ha più la sua autonomia
finanziaria, non ha più la sua autonomia di politica economica. Il tandem Merkel-Sarkozy ha dominato l’Europa
ed ha portato allo sfacelo l’Europa, così come avevamo previsto.
Avete inseguito lo spread, avete inseguito un’austerità distruttiva per dare la possibilità alla Germania di avere
investimenti sul proprio territorio, a discapito dei nostri, perché aveva dei tassi più bassi: questa è la genialità
dei professori, che vanno sempre contro i popoli.
Bisogna citare i dati ed i numeri, perché qui tutti hanno parole, ma nessuno mette i numeri, perché quando si
citano i numeri il DEF è preoccupante: per il PIL meno 1,2 per cento nel 2012, dice il Governo; l’occupazione,
l’anno prossimo, meno 0,6 per cento. Ma altri istituti forniscono delle cifre peggiori del 25 per cento: per l’IRS il
PIL diminuirà dell’1,5 per cento; Prometeia parla di meno 1,5 per cento; il CER meno 1,4; Confindustria
prevede per il prossimo anno un meno 1,6 per cento, grazie e per causa della vostra politica economica;
sull’occupazione si prevede una diminuzione dell’0,8 per cento; meno 1,1 e meno 0,7 viene certificato da terzi.
Quindi, devo dire che il Governo mette un po’ la polvere sotto il tappeto, dando dei dati inferiori.
Le politiche del Governo: oltre alla tassazione – su cui tornerò dopo – hanno adottato il decreto liberalizzazioni e
semplificazioni, ma sapete, con i numeri, quanto questo inciderà sulla crescita? Niente! Si prevedono maggiori
consumi pari a 0,1 cento; maggiori investimenti pari a 0,5 cento; un aumento dell’occupazione pari a 0,2 per
cento. Ci avete tenuto qui, con due decreti – di cui uno neanche coperto, da un punto di vista economico – e
questi danno dei risultati pari a un buco nell’acqua!
Un pareggio di bilancio fantoccio, molto fragile, come viene definito dalla Corte dei conti, che non si
raggiungerà nel 2013 se non, al massimo, con uno 0,5 per cento di scarto, ma si raggiungerà, probabilmente,
nel 2015 o nel 2017, come dice l’FMI. E come si raggiunge? Si raggiunge con una tassazione eccessiva, sopra
la media europea, e senza tagliare le spese improduttive. Il 50 per cento del PIL è spesa improduttiva, ed il
46,6 per cento sono nuove tasse.
Dei 206 miliardi del triennio (50-75-81 del 2012-2013-2014) ben il 70 per cento di queste entrate è di nuova
tassazione, una vergogna internazionale. E il risultato di tutta questa tassazione sapete dove porta? Porta a
meno 2,6 per cento del PIL nel triennio 2012-2014, meno 3,5 per cento dei consumi alle famiglie, meno 5 per
cento degli investimenti fissi lordi e 75 miliardi bruciati in recessione.
Questi non sono dati del nostro abile ufficio studi, ma della Corte dei conti. Sono dati della Corte dei conti che
certificano l’incapacità di programmazione economica di questa maggioranza di oltre 500 deputati che,
ovviamente, fa passare tutto tramite fiducia. Sono mancate le politiche strutturali. Il federalismo fiscale, solo per
fare uno sgarbo alla Lega e al nord, non è stato più preso in considerazione.
Sono stati dimenticati i costi e i fabbisogni standard ed è stata dimenticata la politica del federalismo
demaniale. Si parla tanto di dismissione del patrimonio dello Stato, ma non si è proseguito in quella strada. È
stata distrutta l’autonomia degli enti locali attraverso l’IMU prima casa e il 50 per cento della seconda casa allo
Stato. Ricordo la tesoreria unica, che è una vera rapina di Stato nei confronti dei cittadini degli enti locali e la
compartecipazione IVA che, da regionalizzata, è stata statalizzata in modo da non rendere più competitivo il
rapporto tra eletto e commerciante, tra eletto ed imprenditore, per combattere l’evasione fiscale.
Non vi è alcun taglio alla spesa, anzi addirittura abbiamo visto il caso delle auto blu ed oggi in Commissione gli
stipendi della riorganizzazione del Ministero della sanità. Gli unici tagli che avete fatto sono quelli alle pensioni,
all’articolo 18 e agli enti locali per 12 miliardi nel triennio. Eppure i problemi ci sono comunque, a prescindere
dagli attacchi strumentali che la Lega Nord subisce apposta perché unica forza di opposizione a questo
Governo.
I problemi rimangono a prescindere da questo attacco politico. Bisogna proseguire sull’autonomia dei territori e
risolvere la questione settentrionale, perché la questione meridionale ci ha stufato. Sono cinquant’anni che si
parla di questa questione meridionale, ma la vera questione è la questione settentrionale e non quella
meridionale (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania).
Bisogna risolvere i problemi delle imprese e dei pagamenti, allentare il Patto di stabilità, nonché dare
competitività alle piccole e medie imprese sostenendole attraverso il credito. Adesso parlate nella vostra
risoluzione di obbligare le banche a dare credito (quelle banche che hanno preso in prestito i soldi della BCE
all’1 per cento), ma non ci sono state azioni del Governo in tal senso quando la Lega Nord lo aveva richiesto,
anche con emendamenti che sono stati ovviamente o resi inammissibili, o votati in maniera contraria.
Abbiamo anche fatto delle proposte, non solo all’interno della nostra risoluzione, ma anche attraverso una
raccolta di firme per delle proposte di legge di iniziativa popolare. Si parla nei vostri testi di separazione delle
banche commerciali da quelle d’affari. Ma siete in 550! Fate una legge al posto di fare delle
risoluzioni (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania).
Ci ha pensato la Lega Nord attraverso una raccolta di firme, così come dare maggiori possibilità alle famiglie
attraverso una busta paga più pesante. La tutela della sovranità nazionale: se ne parla da sempre, ma l’unica
forza politica che ha portato in dote al Parlamento questo tema è la Lega Nord e lo porterà anche attraverso
questa raccolta di firme per una proposta di legge popolare.
Il federalismo istituzionale è ovviamente la soluzione, insieme al taglio della spesa pubblica. Diciamo che
stiamo vivendo in un momento storico che certifica quanto la Lega Nord da sempre dice, ossia innanzitutto che
l’Italia è decisamente troppo lunga e la soluzione per noi è l’indipendenza della Padania, cara Presidente della
Camera.
Non c’è alternativa alla Padania per tutto lo Stato, non c’è alternativa a questa situazione nuova e, a mio
avviso, bisogna anche iniziare a ragionare – è descritto nell’ultima parte della nostra risoluzione –
dell’antieuropeismo che si sta creando, attraverso anche votazioni democratiche e prese di posizioni ufficiali
come il voto in Francia e le dimissioni del Presidente olandese che giustamente ha detto che non avrebbe fatto
il pareggio di bilancio sul sangue dei pensionati, cosa che invece voi avete fatto senza alcun problema.
È chiaro che questo antieuropeismo potrebbe portare a un dissolvimento dell’area economica e monetaria
dell’euro. Lo abbiamo scritto nella risoluzione ed è bene che si inizi a ragionare in questo senso. Per noi la
soluzione è la Padania, è un’Europa non degli Stati, ma delle regioni, delle euro-regioni rispetto alle quali la
Padania si candida, con autorevolezza, a guidare la euro-regione dei produttori. Ovviamente voteremo
favorevolmente alla nostra e contrariamente a tutte le altre risoluzioni presentate (Applausi dei deputati del
gruppo Lega Nord Padania).

 

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