Documento di economia e finanza 2011 del 28/04/2011 • Roberto Simonetti

Documento di economia e finanza 2011 del 28/04/2011

Inserita sabato, 9 Giugno 2012 | da: roberto simonetti
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ROBERTO SIMONETTI. Signor Presidente, è la prima volta che il Parlamento discute in questi
termini di bilancio, proprio perché, attraverso la nuova normativa derivante dalla legge n. 196 del
2009, alla luce dell’introduzione del semestre europeo, ci siamo adeguati a questo nuovo metodo
europeo.
Il Documento proposto dal Governo al Parlamento sarà sottoposto al vaglio della Commissione
europea che ne verificherà la bontà revisionale, finalizzata alla riduzione del deficit e all’incremento
del PIL. Chi ha proposte alternative alla nostra, le presenti all’Europa, allegando non solo le
migliaia di parole che costantemente si sentono in quest’Aula, ma anche conti, numeri e cifre, così
vedremo se supererà il vaglio del controllo europeo.
Noi ci muoviamo all’interno di un’economia europea che ci mette in competizione con realtà che, a
differenza dell’Italia, hanno potuto utilizzare e utilizzano l’indebitamento pubblico per finanziare la
crescita, cosa che per noi è diventata impossibile. Vorrei fare alcuni esempi.
La Germania ha avuto una grande crescita, ma è stata oggetto anche di molte procedure d’infrazione
– più di 90 – per aiuti di Stato. Di più: ieri, EUROSTAT ha certificato l’ammontare del debito
pubblico della Germania. Esso ha sorpassato il nostro, diventando così noi quarti e loro terzi nella
scala del debito pubblico mondiale, con più di 2 mila miliardi di euro (2.080 miliardi per la
precisione), derivanti soprattutto dalle spese che, nel 2010, sono state fatte dalla Germania,
aumentando in un solo anno il debito pubblico di 319-320 miliardi di euro, portandolo dallo storico
del 73,5 per cento del PIL all’83,2 per cento nel 2010.
Così la Francia. La crescita della Francia è dell’1,6 per cento, ma con un deficit del 7 per cento e, tra
l’altro, hanno anche il nucleare. In Inghilterra, la crescita è dell’1,3 per cento, come la nostra, ma con
un deficit del 10,6 per cento. L’Olanda ha una crescita dell’1,7 per cento, con un deficit del 5,8 per
cento. In Italia, la crescita è dell’1,3 per cento, come dicevo prima, come l’Inghilterra, ma con un
deficit minore rispetto a tutti questi Stati europei, perché si attesta al 4,6 per cento; inoltre, ricordo
che non abbiamo il nucleare e che abbiamo, quindi, una grande spesa energetica da sostenere.
Ricordo a tutti che il debito, per definizione, è crescita rubata al futuro e che noi oggi viviamo nel
futuro delle generazioni politiche passate degli anni Ottanta che ci hanno rubato il nostro presente.
Non voglio, quindi, riprendere nel mio intervento le previsioni future, che sono già state descritte
dal relatore per la maggioranza, e le proposte operative del Programma Nazionale di Riforma che
sono tese al rilancio economico del sistema e che saranno evidenziate anche da altri, ma voglio
evidenziare tutto ciò che è già stato fatto per riuscire a fare queste previsioni, che porteranno,
quindi, al pareggio di bilancio nel 2014. Infatti, se oggi possiamo fare tali previsioni e tenere sotto
controllo i conti, è grazie a tutta l’attività che questa maggioranza e la Lega Nord hanno attuato in
questi tre anni di Governo.
Ricordo, quindi, le tematiche legate al lavoro, alle pensioni e il completamento della riforma
pensionistica attuato con il decreto-legge n. 78 del 2010; l’accordo fra Governo, Confindustria e
sindacati sulla definizione di nuove regole di contratti salariali; l’ampliamento della contrattazione
decentrata, la detassazione e la decontribuzione dei salari; la deducibilità del 10 per cento
dell’IRAP, il piano giovani, il collegato lavoro e il riordino degli incentivi; l’apprendistato, gli
ammortizzatori sociali, la nuova disciplina dei licenziamenti e la lotta al lavoro irregolare; il Piano
triennale per il lavoro e il Programma Italia 2020 per l’inclusione delle donne nel mondo del lavoro;
il finanziamento della cassa integrazione in deroga, i buoni per il lavoro occasionale ed accessorio.
Ricordo poi, ovviamente, le riforme istituzionali e l’attuazione del federalismo fiscale.
Tutti questi punti sono i cosiddetti colli di bottiglia individuati, nel semestre europeo, dalla
normativa europea, a cui l’Italia ha già dato risposte.
Per il contenimento della spesa pubblica, ricordo il rafforzamento della governance della sanità
nell’Accordo Stato-regioni del 3 dicembre 2009, la riforma della legge di bilancio, il decreto-legge
n. 78 del 2010 e la ricognizione del patrimonio immobiliare della pubblica amministrazione. Per
quanto riguarda il mercato e la concorrenza, ricordo l’istituzione dell’Agenzia per la cooperazione
fra i regolatori nazionali dell’energia, l’attuazione della cosiddetta direttiva servizi volta alla
semplificazione, la riduzione degli oneri amministrativi, l’applicazione del regime fiscale estero per
le imprese dell’Unione europea, le zone a «burocrazia zero», l’introduzione della «Scia»; la riforma
dei servizi pubblici locali, la riforma della pubblica amministrazione, la maggiore flessibilità delle
procedure di aggiudicazione degli appalti e il Piano casa, che verrà ulteriormente ripreso.
Ricordo ancora l’innovazione e le imprese, tutte le misure in materia di organizzazione scolastica, il
credito di imposta alle aziende…
PRESIDENTE. La prego di concludere.
ROBERTO SIMONETTI. Vi sono anche misure per le infrastrutture, ce n’è un elenco infinito
proprio nel Documento depositato, da pagina 400 in poi. Ci sono una trentina di pagine di elenchi.
Con il semestre europeo vi è una devoluzione di potere verso l’alto tesa a creare una politica
economica di area vasta, continentale, ecco perché c’è la necessità di controbilanciare questa
devoluzione verso l’alto attraverso una maggiore penetrazione dei poteri nei territori che solo grazie
al federalismo fiscale ed a quello istituzionale si potrà fare (Applausi dei deputati del gruppo Lega
Nord Padania).

 

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