DL n. 70 del 2011: Semestre Europeo - Prime disposizioni urgenti per l´economia del 21/06/2011 • Roberto Simonetti

DL n. 70 del 2011: Semestre Europeo – Prime disposizioni urgenti per l´economia del 21/06/2011

Inserita sabato, 9 Giugno 2012 | da: roberto simonetti
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ROBERTO SIMONETTI. Signor Presidente, sul provvedimento è stato ricordato che il Governo ha
chiesto la fiducia, però non è mai stato ricordato che la fiducia è stata votata da 317 deputati,
sempre in crescendo rispetto al voto del dicembre scorso. Due voti in più rispetto alla maggioranza
dei deputati che siedono in quest’Aula. Una fiducia, quindi, che vede il prosieguo di questo dibattito
verso il voto finale di un provvedimento che si inserisce nel quadro del Semestre Europeo,
all’interno dei vincoli e dei binari che questo Parlamento ha delineato mediante l’approvazione, il 6
maggio 2011, dell’aggiornamento del suo Programma di stabilità relativo al periodo 2011-2014 e
del suo Programma nazionale di riforma 2011. Piano che fa seguito alle priorità che il Consiglio
europeo ha approvato per il risanamento finanziario degli Stati membri mediante azioni di
contenimento della spesa e la verifica costante delle entrate attraverso la concretizzazione di riforme
strutturali quali, per noi, quella del federalismo fiscale. Priorità che presuppongono il ripristino di
bilanci sani e la sostenibilità dei conti pubblici, la riduzione della disoccupazione, attraverso la
riforma del mercato del lavoro, e nuovi sforzi intesi ad aumentare la crescita.
Non si può, però, prescindere dal quadro macroeconomico in cui stiamo lavorando per capire il
perché e il per come di questo decreto-legge. L’economia italiana era caratterizzata da una
debolezza strutturale molto prima dell’attuale crisi economica e finanziaria mondiale. Tra il 2001 e
il 2007 la crescita reale media del PIL è stata pari a circa l’1 per cento, ovvero la metà della media
dell’area dell’euro, principalmente a causa della scarsa crescita della produttività. Poiché questo
andamento ha interessato l’intero Paese, le grandi disparità economiche a livello di regioni non si
sono ridotte, anzi, la diversità tra Nord e Sud è sempre maggiore.
Pur non presentando grandi squilibri interni a livello di settore privato, l’economia è stata
gravemente colpita dalla crisi mondiale. Il crollo delle esportazioni e, successivamente, degli
investimenti, ha prodotto una forte contrazione del PIL reale pari a circa il 7 per cento tra il secondo
trimestre del 2008 e il secondo trimestre del 2009. Il debito pubblico lordo è salito al 119 per cento
alla fine del 2010, riflettendo anche il netto calo del PIL. L’occupazione, invece, è diminuita in
maniera molto inferiore, questo è un dato positivo, grazie soprattutto, al sistema finanziato dallo
Stato per la riduzione delle ore lavorate e, pertanto, il tasso di disoccupazione è aumentato solo
leggermente nel periodo 2008-2009. L’economia, sostenuta dalle esportazioni, ha ripreso poi a
crescere nella seconda metà del 2009 anche se con un ritmo non veloce. La situazione del mercato
del lavoro è rimasta precaria nel 2010 e il tasso di disoccupazione si è stabilizzato a circa l’8,5 per
cento.
Dato il rapporto tra il debito e il PIL molto elevato, il Paese ha mantenuto un approccio fiscale
adeguatamente prudente durante la crisi evitando di ricorrere ad un consistente stimolo di bilancio e
mantenendo, quindi, il disavanzo pubblico al di sotto della media dell’area dell’euro 2009-2010. Il
nostro Piano ha ottenuto dalla Commissione, lo ricordo, il visto di credibilità soprattutto per quanto
riguarda il periodo 2011-2012. Si inizia quindi a concretizzare, anche attraverso questo Piano, il
piano strategico per gli anni futuri, per raggiungere nel 2014 il pareggio di bilancio. Dobbiamo
affrontare una competizione con altri Stati europei che, a differenza del nostro Paese, hanno potuto
utilizzare l’indebitamento pubblico per finanziare la crescita, cosa che per noi, oramai, è
impossibile; al riguardo, faccio l’esempio della Germania.
Il provvedimento in esame, quindi, si suddivide in più rivoli finalizzati allo sviluppo economico,
alla sburocratizzazione, ad un migliore e più facile accesso al mondo del lavoro e alla
semplificazione nell’universo degli appalti pubblici per il rilancio dell’edilizia, motore di sviluppo
locale.
Voglio ricordare una serie infinita di interventi che non sono stati ricordati da chi critica il
provvedimento, che ha parlato di tutto tranne che del provvedimento stesso. Abbiamo sentito
parlare delle quote latte, dei Ministeri al Nord. Tutte cose che con il provvedimento non c’entrano
nulla e che servono solo per nascondere quanto di buono, invece, il Governo e questa maggioranza
hanno prodotto con questo decreto-legge. Abbiamo voluto, infatti, riavviare lo sviluppo del sistema
Italia senza appesantire i conti pubblici avviati verso l’azzeramento del deficit di bilancio. Per
risolvere il problema della riduzione del debito il nodo è stato identificato già da tempo: diminuire il
peso dello Stato nell’economia, traducendosi in una diminuzione dei livelli di spesa pubblica totale –
soprattutto delle inefficienze – attualmente in flessione, ma ancora troppo alta.
È essenziale inoltre far aumentare il PIL, anche se vi è la consapevolezza che l’azione pubblica
rivolta allo sviluppo non può prescindere da un aumento di spesa oppure da una riduzione delle
entrate. Sono due azioni però che devono essere calmierate, perché possono produrre effetti negativi
sul bilancio.
Un’area di intervento quindi riguarda gli investimenti, per esempio in ricerca scientifica, dove
appunto è previsto un credito di imposta a favore delle imprese che investono in ricerca e
innovazione. Un’altra area di intervento riguarda le misure per l’incremento dell’occupazione. Anche
in questo caso viene previsto un credito di imposta per agevolare l’assunzione nel Mezzogiorno pari
a 300 euro mensili per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato.
Per quanto riguarda la semplificazione, il decreto-legge interviene nelle norme contenute nel Codice
dei contratti pubblici mediante una stretta sulle cosiddette offerte anomale, prevista dall’Unione
europea e per le quali vi sarà l’esclusione automatica. È previsto un nuovo termine anche per gli
espropri, che viene elevato. È stato dato il via libera anche all’introduzione di nuovi bandi tipo che
le stazioni appaltanti dovranno approvare. Anche gli enti locali beneficeranno di queste nuove
azioni dal momento che, per semplificare le procedure di affidamento dei contratti di importo di
modesta entità, si aumenta da 500 mila a 1 milione di euro la soglia entro la quale è consentito
affidare i lavori con la procedura negoziata senza bando.
Nuove norme vengono introdotte anche in relazione all’edilizia privata: è prevista la
semplificazione dei procedimenti amministrativi per l’esercizio dell’attività edilizia, con
l’introduzione dell’istituto del silenzio-assenso per il rilascio del permesso di costruire e un nuovo
piano di social housing da 2,7 miliardi di euro previsti per la costruzione di nuovi alloggi (Applausi
dei deputati del gruppo Lega Nord Padania).
Sempre in nome della semplificazione si prevede l’introduzione dell’illecito disciplinare nei
confronti dei dipendenti pubblici che esercitano un eccesso di controllo nei confronti delle imprese
piuttosto che fare il loro lavoro. Per l’edilizia si prevede anche la riapertura dei termini per
permettere alle regioni di legiferare su aumenti di cubature per uso commerciale di immobili
esistenti e di rifacimenti. Si tratta di un nuovo Piano casa che verrà quindi a suffragare e a integrare
quello già prodotto all’inizio della legislatura e che però alcune regioni, compresa la regione
Piemonte guidata dall’allora presidente Bresso, misero comunque nel cassetto, limitando tutte le
possibilità di sviluppo (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania).
Semplificazione degli adempimenti amministrativi è prevista anche per le piccole e medie imprese e
per i cittadini in vari settori. Ricordo gli adempimenti in tema di privacy, l’utilizzo dei serbatoi di
GPL, l’incremento delle modalità telematiche e di erogazione dei servizi ai cittadini, le modalità
semplificate di rilascio dell’autorizzazione per l’esercizio di trasporto eccezionale su gomma (un
importante rinvio voluto dalla Lega Nord) e poi – qui è veramente stata una battaglia importante – le
misure sul Sistri (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania), un’incombenza vergognosa
che molte piccole imprese non sono ancora in grado di affrontare. Probabilmente al riguardo
abbiamo approvato oggi anche un ordine del giorno che rinvia molto più in là il termine per
l’utilizzo di questo sistema che dà, effettivamente, solo incombenze ai piccoli e poche possibilità di
manovra a chi ha voglia di lavorare in questo campo.
È stato abolito l’obbligo di comunicazione telematica, il cosiddetto spesometro, da parte dei
contribuenti per acquisti di importo inferiore ai 3 mila euro. Nuove norme sono state introdotte per
rinegoziare i mutui a tasso interamente variabile, stipulati per l’acquisto o per la ristrutturazione
della prima casa.
Viene alzata l’asticella per applicare l’ipoteca sugli immobili e le ganasce fiscali come mezzo di
riscossione. Questa è un’iniziativa targata Lega (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord
Padania) che va nell’ottica di riuscire a dare soddisfazione a coloro che non hanno potuto essere
solvibili in breve tempo, ma che lo saranno nell’immediato. Si è trattato quindi di dare una
possibilità a chi ha «sforato» qualche rata di non vedersi mettere le ganasce sui mezzi che utilizza
proprio per produrre il reddito per la sua famiglia. Il tetto sotto il quale non possono essere accese
ipoteche su immobili o praticati espropri sale da 8 mila a 20 mila euro.
PRESIDENTE. La prego di concludere, onorevole Simonetti.
ROBERTO SIMONETTI. Viene imposto ai comuni il limite minimo di 2 mila euro per poter far
scattare le ganasce fiscali. Vado a concludere, ma saltando una serie infinita di iniziative che
vengono appunto deliberate da questo decreto-legge, che racchiude in sé una linea coerente con le
politiche di risanamento dei conti per il rilancio dell’economia e che, pertanto, avrà il voto
favorevole della Lega Nord (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania –
Congratulazioni).

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