Simonetti: membro commissione di inchiesta sull’uranio impoverito

26/08/2015 alle 09.14

Prima della pausa estiva la Camera dei Deputati ha istituito una Commissione di inchiesta sui casi di morte e gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato nelle missioni militari all’estero in relazione all’esposizione alle munizioni contenenti uranio impoverito.

Ho voluto fortemente far parte di questa Commissione, soprattutto per proseguire, da biellese, il dovizioso e produttivo lavoro svolto negli anni passati dall’On. Sandro Delmastro, a cui va il merito di aver aperto la strada parlamentare per la rivendicazione dei diritti dei militari e dei loro famigliari  esposti a tale contaminazione.

La Commissione avrà il compito di indagare, con gli stessi poteri e gli stessi limiti dell’autorità giudiziaria, acquisendo copia di atti e documenti relativi a procedimenti o inchieste in corso presso l’autorità giudiziaria o altri organismi inquirenti sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato nelle missioni militari all’estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni, sulle specifiche condizioni ambientali dei diversi contesti operativi al fine di valutare le misure adottate per la selezione delle migliori forme di sistemazione logistica e dei più appropriati equipaggiamenti di protezione individuali per le truppe impiegate, sulle componenti dei vaccini somministrati al personale militare, indipendentemente dal successivo impiego e sulle modalità della somministrazione dei vaccini al personale militare medesimo, sui rischi associati alla presenza di gas radon e di materiali contenenti amianto negli ambienti ove il personale militare è chiamato a prestare servizio, sull’adeguatezza degli istituti di indennizzo, di natura previdenziale o di sostegno al reddito, previsti dall’ordinamento in favore dei soggetti colpiti da patologie correlate alle situazioni di possibile rischio.

Rispetto alle precedenti esperienze, dalle quali si partirà come base di partenza,  si cercherà quindi di estendere il campo di indagine. L’obiettivo è fare definitivamente luce sui casi di morte e malattia che hanno colpito tutto il personale italiano,  non solo quello militare,  impiegato nelle missioni internazionali. La commissione di inchiesta potrà lavorare per due anni. Inizialmente saranno udite una serie di personalità direttamente interessate dal fenomeno: rappresentanti di militari, associazioni, medici e consulenti scientifici. Questa è una commissione monocamerale, più snella e veloce di una bicamerale, proprio per velocizzarne l’iter, con l’obiettivo di arrivare a una prima relazione già dopo un anno di lavoro. E’ doveroso che lo Stato chiuda finalmente questa angosciante pagina della sua recente storia dando risposte serie e certe ai militari ed alle loro famiglie che le aspettano da troppo tempo.

On. Roberto Simonetti

Lega Nord Padania

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