Simonetti: Italia paese Pop-corn

23/05/2013 alle 15.51

“Il nord è sull’orlo di un baratro economico che trascinerebbe tutto il nostro Paese indietro, escludendolo dal contesto europeo che conta. Per tornare al nord trainante le vie sono quelle che abbiamo detto: credito, fisco, giustizia, semplificazione, infrastrutture, uno Stato amico. La tenuta del tessuto sociale è messa a dura prova. Le unità di lavoro sono calate di 1,4 milioni. L’occupazione è diminuita pericolosamente, crollata tra i più giovani. I disoccupati sfiorano i tre milioni”

Queste non sono le parole di uno sfegatato leghista secessionista ed indipendentista, ma quelle lucide e consapevoli del Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi pronunciate all’ultima assemblea di Confindustria. Che comunque indicano lo stesso problema e la stessa soluzione proposta da Lega Nord. Il Nord innanzi tutto affinchè possa essere locomotrice sia di sè stesso che del resto del Paese. Lega Nord lo dice da anni, che il sistema Italia così come concepito dai padri costituenti non è più sostenibile, non è più competitivo nè in termini economici, industriali nè burocratici. Abbiamo proposto molte idee, abbiamo fatto approvare norme poi successivamente modificate da altri, abbiamo cambiato la Costituzione con la Devolution e poi un referendum ne ha abrogato le innovazioni. Un paese, l’Italia che ha prodotto una società – pop corn … non si riesce a spegnere il fuoco sotto la pentola ed uno ad uno i chicchi di mais (le imprese, le istituzioni locali, i posti di lavoro, etc…) stanno saltando, prima lentamente, singolarmente fino a questi giorni e sopratutto nel prossimo futuro quando purtroppo, se non si interviene drasticamente sulla spesa pubblica, in numero più consistente. Le Lega negli anni ha proposto la secessione, che purtroppo non ha ottenuto ampi consensi, ha modificato la Costituzione predisponendo fra le altre iniziative il taglio dei parlamentari e la fine del bicameralismo perfetto, ma è stata bocciata dal popolo con un referendum. Ha approvato il federalismo fiscale ma è stato completamente distorto dal Governo Monti. Ora chiediamo la Macro Regione del Nord, autonoma, capace di autogestirsi e di proporsi con forza sia in termini economici che imprenditoriali a livello europeo. Lo Stato Italiano o cambia, slegandoci dalla zavorra improduttiva della burocrazia pelosa e clienelare, o porterà tutti nel baratro economico , così come pronostica il Presidente Squinzi. Tempo da perdere non ce ne è più. Il Governo Letta delle larghe intese però, cincischia sulla ripresa economica impantanandosi sui fronzoli delle logiche di sopravvivenza del Palazzo. Errori la Lega ne ha fatti, non lo nego. Ma certamente non si può altrettanto negare che solo Lega Nord ha il programma più lucido e pragmatico che possa aiutare il Nord ha riprendersi in mano il suo futuro sia imprenditoriale, economico che organizzativo. Dobbiamo spegnere il fuoco urgentemente.

Roberto Simonetti Lega Nord Padania

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