Simonetti: Governo bocciato per l’occupazione. Meno risate e più serietà!

01/08/2015 alle 13.10

I dati emessi questa settimana dall’Istat sui livelli occupazionali non portano a ottimistiche riflessioni, malgrado altri cerchino sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno.  La verità, purtroppo, è decisamente meno felice: a fronte di ben 40 miliardi spesi in incentivi per chi assume a tempo indeterminato, per la decontribuzione e deduzione del costo del lavoro, la nuova occupazione non decolla, anzi il dato di giugno fotografa una diminuzione di ben 22 mila unità rispetto a maggio scorso e di oltre 40 mila rispetto al giugno 2014, portando la disoccupazione al 12,7%,  livello di record europeo,  anche per i giovani, che si attesta al 44,2%.

Malgrado gli incentivi e la riforma del Job Acts che ha cancellato l’art.18 dello Statuto dei Lavoratori, l’occupazione  non decolla.  Non decolla perché i consumi sono al palo, la tassazione pro capite è troppo alta, non vi sono politiche industriali forti e riforme strutturali tali da rilanciare una fiducia positiva verso il futuro. Tanto che i giovani pensano nella loro stragrande maggioranza di lasciare il paese per cercare lavoro all’estero, Londra in primis. Giovani che sanno benissimo di essere una generazione con un presente precario e una vecchiaia senza pensione.

Le riforme attuate hanno creato il caos nel mercato del lavoro, soprattutto per le politiche attive: le Provincie sono state esautorate dal loro storico compito, le Regioni non si sono ancora interessate del problema, i fondi ai territori scarseggiano minando la continuazione di quell’efficace rete di servizi all’impiego, sia pubblici che privati, in grado di accompagnare le persone alla ricerca di un posto di lavoro.

Così come nel mondo dell’istruzione, che con le insensate modalità applicative per le assunzioni de “La Buona Scuola”, si vede crescere la volontà dei precari di rimanere tali piuttosto che doversi trasferire  dal nord al sud e viceversa a seguito dell’assurda trasformazione delle attuali graduatorie regionali in nazionali.

Renzi, il PD tutto, piuttosto che dedicare tempo nelle aule parlamentari alle proposte legislative relative all’accoglienza dei migranti clandestini, alla riforma della Rai, alle unioni civili, agli svuota carcere, si dedichi con maggiore serietà a concretizzare politiche economiche di abbassamento della spesa pubblica statale, della diminuzione della pressione fiscale, della sterilizzazione dell’aumento dell’Iva, della riforma delle pensioni.

I cittadini riavranno fiducia quando vedranno al governo del paese meno risate e spavalderia ma una maggiore serietà.

On. Roberto Simonetti – Lega Nord Padania

 

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