Simonetti: Vecchio Ospedale di Biella…. ma la Regione deve venderlo o no?

Inserita lunedì, 15 dicembre 2014 | da: roberto simonetti
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Vecchio ospedale: che farne?

Il valore stimato del complesso del vecchio ospedale è di circa 20 milioni di euro, vedremo a breve la stima reale che l’ASL sta predisponendo.

E’ bene ricordare che la Regione, proprietaria dell’immobile e dell’area in cui sorge, aveva inserito questo valore nel piano finanziario per la realizzazione di quello nuovo. Ovviamente la Regione ha già anticipato questa somma all’ASL per poter garantire il pagamento alle imprese che hanno lavorato nel cantiere a Ponderano, ma indubbiamente deve rientrare di questo anticipo finanziario.

Ora sono in molti a proporre idee, soluzioni, nuovi utilizzi che , fatta la tara della bontà delle singole iniziative, non prevedono però la valorizzazione degli immobili attraverso la vendita degli stessi, ma la prosecuzione di un utilizzo pubblico.

Ma allora mi domando: la Regione ha veramente necessità di questa somma o no? Se ne ha necessita, come certamente credo, vuol dire che deve trovare al più presto un compratore, piuttosto che riutilizzare a fini pubblici gli stessi immobili. Inutile quindi che i politici locali inizino a sognare ed a far sognare ai cittadini ludoteche, centri scolastici o altre destinazioni varie che non sono destinazioni proprie per una valorizzazione dell’immobile. E dico questo non per limitare la fantasia dei singoli ma perchè è corretto fornire informazioni complete a tutti e non costruire “campagne di consenso” su questa partita.

Il presupposto da cui occorre partire è questo: se io ho un bene che voglio vendere, devo renderlo appetibile al mercato! Devo renderlo idoneo a ciò che gli investitori ritengono maggiormente competitivo, comunque sempre all’interno delle linee guida che le istituzioni preposte  tracciano  in termini di sviluppo economico, sociale ed urbanistico della città, visto che si tratta comunque di un’area pubblica. Devono essere i potenziali investitori ad  essere liberi di immaginare a come destinare quegli spazi per poterne avere un ritorno almeno sufficiente ad ammortizzare l’investimento. Consiglio quindi il Comune di Biella ed la Regione Piemonte di aprire al più presto una manifestazioni di intenti e si raccolgono idee e progetti degli eventuali investitori.  Alle istituzioni  pubbliche spetterà valutare le proposte che arriveranno sul tavolo e scegliere quella più convincente, quella più attinente allo sviluppo della città che ritengono più consona, ma con l’impegno a supportarne la realizzazione a livello urbanistico, con eventuali modifiche pertinenti al piano regolatore in tempi stretti e limitando ogni ostacolo di ordine burocratico alla concretizzazione del progetto.

 Il vecchio ospedale è un’occasione unica di sviluppo della città.

Non è possibile sprecare questa occasione. Per non sprecarla il pubblico deve invertire il paradigma che sempre la caratterizza. Non bisogna guardare con ostilità preconcetta al privato se si vuole che sia il privato ad investire. I tempi tanto cari a qualcuno delle “pianificazioni quinquennali” sono finiti. E’ bene confrontarsi con i privati.

Altrimenti?

Altrimenti, se non si provvederà celermente alla vendita dello stesso,  vuol dire che forse la Regione non ha così impellenza di quei 20 milioni di euro che quell’area è valutata. Ma se così fosse perché allora ha aumentato l’IRPEF di competenza, perchè taglia sui servizi essenziali , sui trasporti, sugli asili nido e potrebbe porre a rischio anche la realizzazione di un’opera vitale per il Biellese come il prolungamento della superstrada verso Ghemme?

 On. Roberto Simonetti
Lega Nord Padania
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