Simonetti: subito la riforma delle pensioni!

Inserita lunedì, 31 agosto 2015 | da: roberto simonetti
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E’ urgente una riforma delle pensioni, per poter eliminare le storture della Legge Fornero e ridare una maggiore flessibilità in uscita anche per creare nuova occupazione per i giovani attraverso il ricambio generazionale. Storture che si sono concretizzate in un aumento dell’età anagrafica per l’accesso al sistema pensionistico, la formazione degli esodati, cioè coloro che pur avendo sottoscritto un patto con l’azienda e lo Stato ora non hanno né stipendio né pensione, e la regolarizzazione e stabilizzazione della cosiddetta “opzione donna”.

Ricordo che  dal 1° gennaio 2016 i parametri saranno sempre più penalizzanti per l’accesso alla pensione: almeno 65 anni e tre mesi per le donne lavoratrici dipendenti, 65 anni e 9 mesi per le lavoratrici autonome, 66 anni e 3 mesi per i lavoratori. A tutti si devono poi sommare  i mesi aggiuntivi relativi all’adeguamento della speranza di vita, circa tre mesi. Sono età in cui una persona, sia donna che uomo, è umanamente impossibilitata a poter sottostare ai ritmi produttivi che una economia moderna richiede. Situazione sociale che uno Stato moderno quindi non può non considerare.

Ecco quindi le proposte di Lega Nord che alla ripresa dei lavori parlamentari di settembre,  saranno all’ordine del giorno della Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati.

QUOTA 100. Un nuovo metodo di calcolo per rendere maggiormente flessibile l’uscita dal lavoro, lasciando al lavoratore la scelta di quando andare in pensione, fermo restando il raggiungimento della quota 100 attraverso la somma dell’età anagrafica e dell’anzianità contributiva con un minimo di 35 anni di contributi o in alternativa 58 anni di età, salvaguardando  così chi ha iniziato a lavorare da ragazzo.

ESODATI. Ho già proposto ed ottenuto in commissione una fase legislativa per realizzare la settima e definitiva salvaguardia di tutti coloro che sono stati esclusi dall’accesso alla pensione dalla legge Fornero, di coloro cioè che si son visti spostare la finestra di uscita benchè avessero fatto un accordo con l’azienda e lo Stato per una rinuncia al lavoro finalizzata alla pensione. Da includere anche le categorie degli edili, di coloro che provengono da una situazione di fallimento di azienda, i cosiddetti quindicenni, i marittimi ed i ferrovieri, categorie sempre escluse dalle precedenti salvaguardie.

OPZIONE DONNA. La Riforma Maroni del 2004 prevede un regime sperimentale fino alla fine del 2015 per le sole lavoratrici che consente loro di andare in pensione con almeno 57 anni di età (58 per le autonome) e con 35 anni di contributi, purchè si accetti il sistema contributivo puro. Due circolari dell’Inps, la n.35 e n.37 del 2012 hanno interpretato in senso restrittivo la norma, considerando la finestra Sacconi di un anno e il periodo dell’adeguamento di vita di tre mesi come periodo da computarsi entro il 31 dicembre 2015, riducendo così di più di un anno la sperimentazione. Ho già proposto una norma interpretativa che modifichi quanto diramato dalle circolari dell’Inps, includendo così l’intero anno in corso e soprattutto prevedere la proroga al 2018 di questo sistema pensionistico molto utile per le donne che devono accudire una famiglia.

Tre punti fermi. Tre battaglie che condurrò in Commissione Lavoro. Tre impegni che voglio concretizzare.

On. Roberto Simonetti – Lega Nord Padania

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