Simonetti: riordino Province…. Stato Pulcinella !!!!

Inserita venerdì, 5 luglio 2013 | da: roberto simonetti
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Ho letto delle notizie fuorvianti per il cittadino: la Provincia di Biella torna in vita, a seguito della sentenza della Consulta che abroga la parte obbrobriosa del decreto Salva Italia riferita al riordino delle amministrazioni provinciali. Dico fuorvianti perché, per far tornare in vita l’ente, non serve una legge di natura organizzativa ma esclusivamente ed urgentemente una legge di spesa che ne ripristini i finanziamenti maldestramente eliminati in questi ultimi anni. Ridimensionamento economico che ha visto il nostro ente provinciale privato di almeno 10 milioni di euro negli ultimi anni. Tagli insopportabili per le casse dell’ente, tanto che credo che purtroppo neanche l’ottimo commissario Ciuni potrà redigere il bilancio preventivo 2013, da farsi entro il 30 settembre. Non voglio fare il catastrofista, tanto il dato è oggettivo e non soggettivo, ma credo che sarà inutile andare alle eventuali elezioni (e non credo che queste vi saranno la primavera prossima) con un bilancio in dissesto dai 3 ai 5 milioni di euro. Sfido chiunque a voler gestire una struttura che non riuscirà più, non a causa del territorio ma dei tagli dello Stato Centrale, a pagare per esempio le forniture, il riscaldamento delle scuole, le manutenzioni degli stabili e delle infrastrutture stradali. Tanti parlano come se niente fosse, ma senza giudizio di causa. Sarebbe interessante però avere risposte chiare e certe da chi governa ora, PD ,PDL  e Scelta Civica, che ci indichino quali saranno le risorse per la Provincia di Biella in termini di entrare correnti per la copertura delle spese istituzionali dell’ente  per l’anno 2013. Non parliamo poi del 

Ho letto delle notizie fuorvianti per il cittadino: la Provincia di Biella torna in vita, a seguito della sentenza della Consulta che abroga la parte obbrobriosa del decreto Salva Italia riferita al riordino delle amministrazioni provinciali. Dico fuorvianti perché, per far tornare in vita l’ente, non serve una legge di natura organizzativa ma esclusivamente ed urgentemente una legge di spesa che ne ripristini i finanziamenti maldestramente eliminati in questi ultimi anni. Ridimensionamento economico che ha visto il nostro ente provinciale privato di almeno 10 milioni di euro negli ultimi anni. Tagli insopportabili per le casse dell’ente, tanto che credo che purtroppo neanche l’ottimo commissario Ciuni potrà redigere il bilancio preventivo 2013, da farsi entro il 30 settembre. Non voglio fare il catastrofista, tanto il dato è oggettivo e non soggettivo, ma credo che sarà inutile andare alle eventuali elezioni (e non credo che queste vi saranno la primavera prossima) con un bilancio in dissesto dai 3 ai 5 milioni di euro. Sfido chiunque a voler gestire una struttura che non riuscirà più, non a causa del territorio ma dei tagli dello Stato Centrale, a pagare per esempio le forniture, il riscaldamento delle scuole, le manutenzioni degli stabili e delle infrastrutture stradali. Tanti parlano come se niente fosse, ma senza giudizio di causa. Sarebbe interessante però avere risposte chiare e certe da chi governa ora, PD ,PDL  e Scelta Civica, che ci indichino quali saranno le risorse per la Provincia di Biella in termini di entrare correnti per la copertura delle spese istituzionali dell’ente  per l’anno 2013. Non parliamo poi del futuro.

In più, in questa situazione che non augurerei neanche al mio peggior nemico, gestire un ente privo di prospettiva economica è impossibile per la politica. Meglio un tecnico come un commissario. Altrimenti le minoranze pelose e populiste, tese semplicemente alla denigrazione e alla ricerca del facile consenso, avrebbero gonfiato i loro polmoni criticando chi non avrebbe potuto materialmente provvedere alle spese additandolo al pubblico disonore. Non vedo ora però nessuno scagliarsi contro lo Stato Centralista  che ha distrutto il nostro ente e messo in difficoltà le maestranze e gli utenti dei nostri servizi. Tutti coloro che hanno manifestato critiche nei miei confronti, con temi tanto populisti quanto inutili e inconsistenti, ora non li vedo a difendere l’Ente nelle sua qualità istituzionali ed economiche.

Un ultima riflessione. Probabilmente la più avvilente.  Viviamo in uno Stato Centralista che si conferma uno “Stato Pulcinella”: dopo due anni di decreti, di regolamenti, di emendamenti, assemblee comunali, Consigli provinciali aperti, assemblee dei CAL regionali, delibere dei Consigli Regionali, incontri territoriali, commissioni parlamentari, assemblee pubbliche, dibattiti accesi e vivaci fra i cittadini, ecco dopo tutto questo, al momento di concretizzare una parte della riforma delle autonomie locali un organo Costituzionale della Repubblica ci dice che si è scherzato, che tutto è sbagliato e tutto è da rifare. Più fantasioso di una puntata di Scherzi a Parte. Questo non è che l’ennesimo esempio di uno  Stato che rasenta il ridicolo, ormai vicino alla bancarotta sia politica che economica.

Ecco perchè mi sono dimesso: perchè io non farò mai il liquidatore del mio territorio in rappresentanza di uno Stato in queste condizioni, di uno Stato centralista che distrugge le autonomie ed prende in giro i cittadini e le istituzioni locali.

E mi sono candidato sì  in Parlamento ma per difendere il biellese là dove ancora molto si comanda e, senza la Lega, il Nord non è nè rappresentato nè difeso.

Roberto Simonetti

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