Simonetti: le vere motivazioni delle mie dimissioni

Inserita domenica, 13 luglio 2014 | da: roberto simonetti
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Nella lettera di dimissioni che allego, di fatto due anni fa avevo previsto il dramma che di ciò che sta avvenendo in questo periodo: le gravi carenze economiche dell’ente provincia sono state alla base della mia scelta. Qui di seguito il testo della lettera.

Con sofferenza, a mezzo della presente, rassegno le mie dimissioni dalla carica di Presidente della Provincia di Biella.

Da inizio legislatura a oggi il mondo è cambiato. Sia a livello globale che locale, tanto che profonde modifiche istituzionali ed economiche hanno radicalmente e irrimediabilmente mutato gli assetti territoriali iniziali.

E’ di estrema attualità infatti la trasformazione istituzionale che coinvolge gli enti provinciali che, secondo quanto prevede l’art. 17 del Decreto Legge 95/2012, convertito in Legge n. 135/2012, sono oggetto di riordino sulla base di requisiti minimi, di dimensione territoriale e di popolazione residente, oltre che nella attribuzione delle funzioni.

La Provincia di Biella, non possedendo i criteri stabiliti dalla Deliberazione del Consiglio dei Ministri dello scorso 20 luglio, è oggetto di riordino, con il necessario accorpamento con altri enti confinanti. Inoltre il Consiglio delle Autonomie Locali si è già espresso in merito e non ha proposto alcuna deroga in tal senso, scegliendo invece l’unione di Biella con Vercelli, Novara e Verbania come ipotesi di riordino di sua competenza.

In questo processo nazionale di cambiamento, a volte molto confuso, emerge purtroppo una certezza ineludibile: l’attuale Governo, al fine di contribuire al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica, ha tagliato drasticamente i trasferimenti agli enti locali e ha stabilito, di diritto e di fatto, che la Provincia di Biella debba essere cancellata.

Ben sappiamo con quanta attenzione e meticolosità sono state poste le voci di bilancio durante la presente legislatura e soprattutto per il corrente anno, e con quanti sacrifici, chiesti anche ai cittadini, sono state effettuate le scelte di “tagliare” ulteriori spese di funzionamento per poter pareggiare i tagli imposti dal Governo con la recente legge 135/2012, meglio conosciuta come “spending review”.

 

Revisione della spesa che prevede una forte ridimensionamento del Fondo sperimentale di riequilibrio ponendo a carico delle province una riduzione di 500 milioni di euro per l’anno 2012 e di 1.000 milioni di euro per il 2013 e 2014, presumibilmente quantificati in circa 1,6/1,8 milioni di euro per il 2012 e 3,2/3,6 milioni per il 2013 e 2014

Riduzioni da sommarsi al taglio previsto dal decreto “Salva Italia” del dicembre scorso, che, sempre per l’anno 2012, per la Provincia di Biella è stato quantificato in circa 2,2 milioni di euro.

Se per l’annualità in corso il bilancio provinciale può reggere il devastante urto dei mancati trasferimenti, per l’anno 2013 non vi sono, a parere del sottoscritto, possibilità concrete di redigere un serio bilancio preventivo.

Come rappresentante delle Istituzioni sono sicuramente sereno per quanto fin qui svolto assieme alla Giunta ed al Consiglio.

Abbiamo lavorato su più fronti, in tutti i settori, cercando sempre di essere protagonisti dello sviluppo del Biellese.

Abbiamo diffuso la banda larga sul territorio provinciale, realizzato il progetto Oasi Wi-Fi, il progetto No Vetro in Discarica, realizzato il Centro rete biellese archivi del tessile e della moda, costruito dal nulla l’ITS, l’ippovia, le fattorie didattiche, i mercati a Km zero, la campagna di solidarietà per il terremoto dell’Emilia, organizzato il Premio Cavalierato Giovanile, gestito il Bonus Bebè, abbiamo dato un futuro al biellese per la gestione dei rifiuti, sottoscritto a Milano il Protocollo per l’Expo 2015, concluso le opere della Cossato Vallemosso, è realtà il collegamento diretto ferroviario Biella-Milano, abbiamo concluso l’iter progettuale e di concertazione territoriale della Pedemontana, abbiamo appaltato la Tangenziale di Mongrando, ripristinato la strada per San Sudario, riqualificato il Tracciolino, messa in sicurezza della strada Trossi e gli edifici scolastici, che hanno raggiunto la vetta della classifica nazionale per la loro qualità, abbiamo concretizzato nuovi posti di lavoro con il contratto di insediamento, si è operato per il risanamento del Lago di Viverone.

Queste sono solo alcune delle molte iniziative svolte durante il presente  mandato, per le quali voglio ringraziare gli Assessori che le hanno direttamente seguite.

Ho sempre cercato di collegare il biellese all’esterno, pena la sua concorrenzialità e la sua emarginazione dai sistemi economici,  seguendo direttamente il processo di riordino della Provincia di Biella fino alla ultima decisione assunta dal Consiglio delle Autonomie Locali dello scorso 3 ottobre, esprimendo, in detta sede, la volontà emersa dal nostro Consiglio provinciale, pur se non collimante con la mia opinione.

Da Presidente-Deputato, ho sempre rappresentato il Biellese anche in Parlamento, ho lavorato per il nostro territorio curandone gli interessi con atti propositivi.

Voglio solo ricordare, in modo esemplificativo, di aver seguito l’iter per la realizzazione della Pedemontana, l’attenzione catalizzata sul nostro distretto industriale in crisi, l’aver focalizzato l’interesse sul Made in Italy e, di riflesso, sulla nostra produzione locale di eccellenza. Tra le altre iniziative ricordo di aver segnalato al Governo la Tangenziale di Mongrando e i nostri edifici scolastici che sono stati per questo oggetto di ingenti trasferimenti economici statali essenziali per la loro realizzazione o messa in sicurezza.

Il Biellese ha e avrà sempre più grande necessità di essere rappresentato all’esterno, sia in Regione che in Parlamento, proprio perché molte opere non ancora concretizzate, indispensabili per il suo progresso e futuro, per essere ultimate devono essere seguite direttamente da biellesi nei centri decisionali sovra provinciali.

Mi riferisco per esempio al finanziamento della Pedemontana, alla data attuale ancora incerto, ai collegamenti ferroviari, al finanziamento dei distretti in crisi di natura tessile e manifatturiera, a Tessile e Salute.

 E’ altresì noto a tutti che la legge attuale non consente al Presidente in carica l’eleggibilità al Parlamento.

Ecco quindi che la somma di tutti questi fattori, la chiusura della Provincia di Biella voluta dall’attuale Governo, i dati drammatici del suo Bilancio, la necessità del biellese di essere rappresentato all’esterno dei propri confini, la legge sull’ineleggibilità, mi portano a confermare le mie dimissioni dalla carica di Presidente della Provincia di Biella per poter così proseguire la mia attività politica ed istituzionale di rappresentanza concreta del territorio biellese.

Non ultimo porgo un sincero e sentito  ringraziamento tutti i dipendenti dell’Amministrazione Provinciale ai quali garantisco il mio impegno affinchè sia tutetlata la loro professionalità e collocazione lavorativa in vista del prossimo accorpamento dell’ente provinciale.

Con stima.

On. Roberto Simonetti

lettera dimissioni

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