Simonetti: dichiarazione voto finale pdl demolizione manifatti abusivi del 18.05.2016

Inserita mercoledì, 18 maggio 2016 | da: roberto simonetti
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ROBERTO SIMONETTI. Grazie Presidente. Questa è una proposta di legge che speriamo non diventi legge, essendo stata modificata e, quindi, necessita della terza lettura. Infatti, è l’ennesimo condono mascherato, così come gli indulti mascherati che questa maggioranza ci ha abituato a fare. Oggi si interviene con il condono mascherato, infatti. Certamente il testo, rispetto a quell’obbrobrio che è uscito dal Senato, un po’ è stato migliorato nell’evoluzione alla Commissione giustizia della Camera, ma comunque non sana una situazione di illegalità diffusa che una parte di questo Paese continua negli anni a perseguire, che è quella dell’abusivismo edilizio, alla faccia della legalità e alla faccia di tutti quei contribuenti del Paese, di tutti quei cittadini onesti che, per poter anche solo farsi una tettoia e una legnaia, chiedono il permesso di costruire, pagano gli oneri di urbanizzazione se dovuti, il costo di costruzione e vanno dal professionista e fanno tutte le pratiche. Qui addirittura abbiamo una situazione di malversazione diffusa: 70 mila immobili che sono oggetto di provvedimenti e di ordinanze di demolizione. Settantamila ! Se vengono sommati ai 210 mila provvedimenti in corso e moltiplicati per 3-4 residenti per unità immobiliare, significa una popolazione di 800 mila persone, al pari della città di Torino, che vive in case abusive. Una vergogna internazionale, una vergogna mondiale, in cui la Campania ci sta da sempre mettendo al pubblico ludibrio internazionale, dai rifiuti di Napoli all’abusivismo di Napoli e dintorni. Infatti, queste cose da noi non ci sono e io mi vergogno di dover parlare in Parlamento di una situazione così vergognosa di cui tutti noi dovremmo essere caldi nell’argomento e, invece, ho visto un silenzio diffuso, anzi addirittura ho letto oggi un’intervista di un senatore che dice che non darà più la fiducia a questo Governo se non si ritorna al testo iniziale del Senato nel quale si chiedeva sostanzialmente un condono di fatto. Un condono di fatto perché si lancia la palla in avanti, le ordinanze non vengono mantenute, si dà la possibilità di rimanere in queste situazioni di illegalità senza trovare la vera soluzione, tanto che oggi voi intervenite perché il procuratore generale di Napoli, all’inaugurazione dell’anno giudiziario, ha lanciato l’allarme di cui io oggi sto riprendendo le grida. Uno spettacolo, come dicevo, indegno per un Paese civile, un Paese moderno come quello che vuole essere questo Paese. Abbiamo infrazioni ambientali, una gestione, come dicevo prima, al pari di quella dei rifiuti; c’è una deregulation rispetto ai piani regolatori e ai piani urbanistici di sviluppo, alle normative sanitarie, alla sicurezza dei cantieri; non c’è nessuna regolarità edilizia; non sono seguiti i vincoli paesaggistici e geologici; non c’è la progettazione degli impianti; non sappiamo se queste strutture sono idonee strutturalmente e se possano stare in piedi e se addirittura non creano dei danni idrogeologici perché non sappiamo dove sono costruite e se quei luoghi e quei siti possano essere considerati edificabili in funzione di una calamità naturale come quella che può avvenire da un punto di vista idrogeologico. 
 Tra l’altro, questo fa il pari, al contrario, della legge che ci avete raccontato essere la più bella del mondo quindici giorni fa, ossia quella del mancato consumo del suolo, della progressiva limitazione del consumo del suolo. In altre parole, in una parte del Paese, dove ci sono i piani regolatori che da anni sono stati votati dai consigli comunali e dai consigli regionali, che sono applicati dai cittadini da anni, ecco, in quei territori dove tutto è regolare, i terreni edificabili, che sono stati scelti a seconda e in funzione di determinate scelte, non politiche, ma tecniche, non vengono più ad essere tali, così perdendo valore e perdendo una progressiva urbanizzazione controllata del territorio. Mentre qui, invece, si condona tutto e, quindi, al posto del consumo del suolo, si farà l’abusivismo. Laddove non si può più costruire perché appunto la legge sul consumo del suolo non consentirà più di costruire dove è giusto costruire perché i piani regolatori approvati hanno dimostrato la bontà di quei siti, ecco che allora interviene questa legge, interviene il vostro metodo, che è quello della sanatoria diffusa, del condono sine qua non, senza la minima possibilità del mantenimento della legalità. Ci troviamo in realtà in un caos totale perché si va avanti da decenni in questa situazione, però nessuno ha mai pagato; non ci sono sindaci che sono stati resi responsabili; non ci sono uffici tecnici dei comuni che si sono prese la responsabilità; non ci sono i responsabili e gli ispettori dello SPRESAL che non hanno mai fatto un verbale in quei cantieri in cui si lavorava abusivamente. Quindi, nessuna norma da un punto di vista della sicurezza dei cantieri sarà mai stata seguita. Non si sa se queste pagano l’IMU, se pagano la Tari, se i contatori dell’ENEL sono a posto o sono abusivi, se si sono allacciati alla linea della luce pubblica; non si sa se prendono il gas e i contatori sono a posto; non si sa se pagano l’acqua; non si sa se c’è un minimo controllo sulle utenze di una popolazione, come dicevo prima, di 800 mila persone, come la città di Torino. È come se la città di Torino fosse tutta completamente abusiva. È una cosa vergognosa ! È una cosa letteralmente vergognosa ! 
 E qui però la politica non ne risponde, la politica si ricandida. Abbiamo visto Bassolino che era presidente all’epoca; poi le primarie più o meno taroccate gli hanno detto di stare a casa. Però questi sono sempre gli stessi, nessuno che ha mai pagato da un punto di vista politico queste situazioni. Quindi, buttare la palla in avanti significa sostanzialmente non sanare, non mettere in regola; significa dare lo spazio all’illegalità diffusa. Fortunatamente, durante il dibattito sono saltate le priorità e, quindi, tutte le fattispecie in teoria sono considerate simili e pertanto la demolizione delle 70 mila unità abitative parte in contemporanea e non c’è più una graduatoria fra chi è più o meno abusivo. Anche questa è tutta una caratteristica italiana. Quando una struttura è abusiva, non è che c’è più o meno abusivo come non è che uno è più o meno incinta (incinto per voi, ma incinta diciamo perché normalmente sono le donne incinta). Quindi, o è abusivo o non è abusivo e, se è abusivo, va smantellato, cosa che le ordinanze dei tribunali hanno stabilito e che voi ogni legislatura cercate in qualche modo di andare a sanare. Si parla sempre di legalità, di trasparenza, di onestà, di rigore. Ecco, mi pare che questa legge vada nell’esatto opposto rispetto a questi che dovrebbero essere il comune minimo denominatore per chi svolge attività pubblica istituzionale come quella che noi facciamo di legislatori o di amministratori istituzionali e delle autonomie territoriali. 
 L’ho già detto prima: non vorrei che questo provvedimento fosse uno scambio. Perlomeno questo è quello che è venuto fuori oggi su Il Corriere della Sera: Verdini dà la fiducia al Governo e Renzi gli dà la legge sul condono diffuso e sul condono mascherato per tutte queste situazioni di illegalità. Io ho letto questo sui giornali e sarebbe interessante che il membro del Governo smentisca la posizione del presentatore, del senatore Falanga, che oggi ha detto questo. Questi ha detto: se non passa la legge come la voglio io – dice lui –, che è quella del Senato che praticamente fa il condono, non voto più la fiducia a questo Governo. Sarebbe stato interessante, fra tutte le cose più o meno utili che oggi il rappresentante del Governo ha detto, sarebbe stato necessario che avesse smentito questa posizione. Invece, se questa posizione non viene smentita, dà il «LA» al perché la Lega Nord vota contro questo provvedimento, benché migliorativo. Infatti, alla base di questo provvedimento c’è, come in tutti i provvedimenti che hanno mosso questa maggioranza, il fatto di eliminare la percezione di sicurezza e di legalità, di correttezza e di rigore da parte dello Stato nei confronti dei cittadini onesti. Questo è l’ennesimo provvedimento legislativo che confonde le idee, che dà il «LA» a tutti coloro che vogliono delinquere, che dà il privilegio a tutti coloro che non hanno seguito la legislazione e l’hanno utilizzata per il proprio tornaconto personale, per aggiustarsi, per risolvere delle situazioni per il loro tornaconto personale – intendo tutti coloro che hanno costruito in maniera abusiva –, senza avere la preoccupazione di essere puniti. Infatti, con questo provvedimento l’impunità di abusivismo edilizio diventa, di fatto, legge. 
 Guardate, non è una novità: quattro o cinque anni fa, qui fuori, c’era stata la manifestazione dei comitati degli abusivi di quei territori. Io non ne avrei avuto il coraggio…

PRESIDENTE. Dovrebbe concludere.

ROBERTO SIMONETTI. Dalle mie parti, chi attacca dei manifesti come questi sarebbe preso a calci nel sedere dai cittadini. Infatti, quando si scrive: «Basta con gli abbattimenti delle prime case di abitazione. Rivendichiamo il diritto alla casa e alla sua condonabilità, anche con il terzo condono edilizio nelle aree vincolate» è una vergogna (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie-Lega dei Popoli-Noi con Salvini).

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