Simonetti: Buona Scuola, per il piano assunzionale Renzi doveva ascoltarci!

Inserita lunedì, 24 agosto 2015 | da: roberto simonetti
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Per il piano assunzio- nale se ci avessero ascoltati  le cose sarebbero andate decisamente meglio e il piano delle assunzioni non presenterebbe tutti i punti oscuri che stanno facendo arrabbiare molti docenti precari”.

A parlare così è l’On. Roberto Simonetti della Lega Nord, già membro della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, che sottolinea anche: “La riforma della scuola avrebbe dovuto prima di tutto affrontare il problema della disomogeneità di valutazione sul territorio, peraltro legato a quello della qualità del corpo docente. Si è invece andati in direzione opposta, dimenticando i precari delle graduatorie di istituto. Fosse stata presa in considerazione la nostra proposta del triplo canale a scorrimento, il problema di dover pescare insegnanti all’esterno pur disponendo sul proprio territorio di docenti abbondantemente formati ed esperti, non si sarebbe posto”.
“E questo – aggiunge Simonetti – vale anche per tante località del Sud”.

In realtà, secondo l’esponente della Lega,  il problema dell’esodo dei docenti dal sud verso il nord è proprio la conseguenza della impostazione sbagliata del piano di assunzioni. “Molti insegnanti precari del Nord che hanno rinunciato a presentare domanda per il piano straordinario di assunzioni – spiega infatti Simonetti – non dispongono di punteggi sufficienti a sperare di scongiurare il trasferimento coatto. Nella scelta territoriale ha infatti la precedenza chi ha più punti, avendo il governo Renzi di fatto realizzato un’unica graduatoria nazionale e non più regionale, pur in una situazione tutt’altro che omogenea”.

Simonetti  polemizza anche con il Partito Democratico, vero responsabile politico de la Buona Scuola.

“Per evitare l’ingiustizia tra pari grado,– evidenzia Simonetti –è stata perpetrata un’ingiustizia tra docenti di pari preparazione ed esperienza, che impedisce l’assunzione di insegnanti con le competenze necessarie. Altro che Buona scuola!”

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