Riforma Costituzionale, #Simonetti (Lega): dico NO al più bieco #centralismo. L’onnipotenza non è sinonimo di #democrazia.

Inserita lunedì, 23 maggio 2016 | da: roberto simonetti
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Parteciperò attivamente al “Comitato per il NO alla Riforma Costituzionale” del centrodestra, per affrontare con serietà ed in modo approfondito il referendum di ottobre. Oltre ovviamente al voto contrario al Governo Renzi nel suo complesso, così come ha voluto lui stesso e il Ministro Boschi, che in caso di vittoria del NO hanno già dichiarato il loro abbandono della politica attiva, la scelta del NO alla riforma è supportata da tesi ben specifiche, che qui in breve riassunto cerco di illustrare.

La Riforma, con il combinato disposto della legge elettorale cosiddetta italicum , crea un mostro giuridico con cui il Presidente del Consiglio, godendo di un ampia maggioranza parlamentare grazie al premio alla singola lista vincente, avrà pieno potere istituzionale al pari di un premier eletto direttamente dai cittadini, (cd. Premierato) senza però dover sopportare i dovuti contrappesi, inesistenti nella riforma,  creando così il modello dell’uomo solo al comando. Potrà quindi, attraverso i parlamentari che avrà fatto eleggere con i capolistati bloccati,  nominare il Presidente della Repubblica a sua immagine e somiglianza, e mediante questi ed i parlamentari ossequienti nominare i due terzi dei componenti della Corte Costituzionale e parte del Consiglio Superiore della Magistratura. Sostanzialmente il futuro premier non avrà nessun’altra istituzione in grado politicamente di contrastarlo. Si creerà nei fatti una sorta di dittatura democratica.

La governabilità non deve esser  sinonimo di onnipotenza, perché l’onnipotenza in politica non è sinonimo di democrazia.

Il nuovo Senato, che rimane e non viene cancellato, sarà un coacervo di burocrazia e rimpalli legislativi con la Camera, viste le tortuose modalità di partecipazione alla formazione delle leggi a cui la Riforma incarica i senatori non eletti direttamente da nessuno.

Potere estremo nelle mani di un uomo solo a cui la nuova costituzione amplia le competenze a scapito delle regioni e delle autonomie. Cancellato il sostantivo “province” dal Titolo V, ma rinate virtualmente con leggi regionali sotto il nome di “Unioni” grazie alla scellerata riforma Delrio, cancellate le competenze concorrenti dalla potestà legislativa delle regioni a favore del più turpe centralismo. Rispetto al passato lo Stato avrà in aggiunta la legislazione esclusiva anche  per il coordinamento della finanza pubblica togliendo così capacità ed autonomia fiscale alle istituzioni locali, la legislazione per la tutela della salute, per le politiche sociali, per l’istruzione, la ricerca scientifica, la tutela del lavoro, le politiche attive del lavoro, la formazione professionale, le forme associative dei comuni, il commercio con l’estero, le infrastrutture informatiche, per le attività sportive, culturali e turistiche, la produzione energia elettrica, impoverendo fino ad annullare la potestà legislativa delle regioni, finora titolari concorrenti di tali materie, relegandole ad istituzioni passacarte nell’ordinamento costituzionale.

Inoltre lo strapotere del premier si perfeziona ulteriormente con la clausola di supremazia, con la quale il Governo può intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva dello Stato quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale. Un commissariamento de facto di ogni consiglio regionale.

Questa riforma uccide il federalismo, uccide le autonomie locali e regionali, imbavaglia le minoranze sostituendo al pluralismo e alla sussidiarietà il più bieco centralismo.

Avremo modo in questi cinque mesi di approfondire meglio questi argomenti. Invito tutti alla massima attenzione e partecipazione ad un referendum che non è un effimero passaggio elettorale ma una scelta profonda fra un modello di società democratico ed uno autoritario.

On. Roberto Simonetti –  Lega Nord

Suddivisione competenze fra STATO e REGIONI

Il testo prima e dopo

Il nuovo procedimento legislativo

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