#POSTE: #SIMONETTI, MINISTRO GUIDI FERMI RAZIONALIZZAZIONE SELVAGGIA NEL #PIEMONTE

Inserita martedì, 29 marzo 2016 | da: roberto simonetti
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Anziani in difficoltà e senza possibilità di prendere la propria pensione, intere comunità montane senza uffici postali. Non possiamo assistere senza far nulla alla nefasta razionalizzazione di Poste italiane. Dopo aver chiuso pochi mesi fa 455 uffici postali a livello nazionale e ridotto gli orari di apertura  di circa 608 uffici, ritenuti “improduttivi” o “diseconomici”, in questi giorni sono a rischio chiusura altri 411 uffici. Solo in Piemonte, questa politica improntata esclusivamente sulla logica del guadagno a scapito delle esigenze della collettività, ha prodotto 40 chiusure nel 2015 a cui se ne stanno per aggiungere altre 20 a partire già dal mese di aprile. Una situazione insostenibile non solo per gli anziani presenti sul territorio ma anche per le famiglie e le imprese. Per questo chiediamo con urgenza che il ministro Guidi si faccia promotrice di una momentanea sospensione di questa politica nei comuni del Piemonte e avvii una concertazione fra la società e le amministrazioni locali coinvolte”. Così il deputato della Lega Nord, Roberto Simonetti, firmatario dell’interrogazione rivolta al ministero dello sviluppo economico.   “In particolare, Poste sta completamente ignorando la delibera n. 342/14/Cons dell’Agcom che dispone, specifici divieti nei confronti di Poste a tutela degli utenti del servizio postale universale che abitano nelle zone svantaggiate del Paese: in particolare, sono state previste garanzie per i comuni caratterizzati da una natura prevalentemente montana. Alla luce dei fatti che hanno disatteso qualsiasi tutela, è necessario, che il ministro vigili sull’effettiva verifica di ogni singola misura di razionalizzazione prevista, al fine di valutare di volta in volta, in relazione al caso concreto, la portata dei disagi arrecati all’utenza, anche in relazione all’età anagrafica della popolazione servita. Non si possono – conclude Simonetti – abbandonare i cittadini per perseguire il solo guadagno, dimenticandosi che Poste garantisce l’espletamento del servizio universale sulla base di un contratto di programma siglato con lo Stato”.

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