Simonetti. Voto fiducia Governo Renzi del 13.11.2015

13/11/2015 alle 14.52

ROBERTO SIMONETTI. Grazie, Presidente. Oggi il Governo ritorna in Aula chiedendo una fiducia sul suo operato, più che sul testo del provvedimento. Infatti, le dichiarazioni di voto sul provvedimento si fanno poi più tardi. Adesso si fa una dichiarazione di voto sulla fiducia a questo Governo. Ovviamente, la Lega Nord decisamente non vuole e non può dare una fiducia a un Governo che fa di tutto per smantellare i presidi di sicurezza, che fa di tutto per smantellare i presidi dell’identità e delle autonomie dei territori, che fa di tutto per smantellare le capacità fiscali degli enti locali e delle regioni, in questi pochi anni di Governo: comunque al Partito Democratico imputo anche il Governo Monti, quello dal 2011 in avanti, fino ad arrivare poi al Governo Letta e al Governo Renzi: tutti Governi non votati dai cittadini. E voi oggi chiedete al Parlamento un’ulteriore fiducia per interposta persona. Andiamo alle elezioni e vediamo se riuscirete a prendere la fiducia degli elettori. Andiamo alle elezioni invece di chiedere sempre fiducia all’interno del Parlamento, di parlamentari che cambiano la casacca solo per non perdere la poltrona e che danno sostegno a queste scellerate politiche che voi portate avanti, per esempio nel campo della sicurezza, nel campo della giustizia e dell’immigrazione. C’è uno sfacelo totale. Ricordo i cinque «svuota carcere» e la depenalizzazione dei reati, perPag. 10esempio, il reato di immigrazione clandestina. A breve il Consiglio dei Ministri vorrà far diventare legge la depenalizzazione di questo reato. Ricordo gli sconti di pena per i detenuti e i soldi per i detenuti. Piuttosto che aiutare la povera gente e aiutare Abele, voi andate ad aiutare Caino, infatti, riuscite anche a dare dei soldi perché i detenuti si trovano male nelle patrie carceri. Quindi, non date sussidi a chi subisce il reato, ma andate a dare sussidi a chi compie il reato. Per non parlare poi della scellerata politica sull’immigrazione, sul mancato controllo dell’invasione che il Paese sta vivendo. Ci sono i nostri Paesi confinanti – l’Ungheria, la Grecia, la Slovenia, l’Austria – che stanno facendo delle barriere a questa, che è, di fatto, un’invasione di gente che non scappa da nessuna guerra, ma che sta solo cercando di migliorare la propria posizione di vita. E l’Europa dovrebbe consentire loro di avere una migliore condizione di vita dove sono nati, dove sono cresciuti, dove devono vivere, dove potrebbero vivere, se l’Europa non si disinteressasse. Ricordo che tutte queste barriere costruiscono un solo canale di ingresso, che è quello del Friuli Venezia Giulia. Si tratta di un’ulteriore invasione, aggiuntiva rispetto a quella del Mar Mediterraneo, che dovremmo subire e che subirà tutta l’intera Pianura padana, a causa di questo mancato controllo delle frontiere del fronte est, che voi non contemplate. Per non parlare poi dei centri di accoglienza e di identificazione che avete cancellato. Volete creare gli hot spot sul territorio nazionale, piuttosto che farli laddove, invece, sarebbe più opportuno farli, cioè nei Paesi di origine di queste migrazioni, in modo tale da far venire effettivamente sui nostri territori coloro che scappano veramente da una guerra e non tutti gli altri. Tutti questi costi – sono 3 miliardi e mezzo di euro – sulla pelle dei cittadini, che devono pagare tasse per avere minori diritti. Nella legge di stabilità date 250 milioni di euro all’accoglienza: un’ulteriore spesa che ovviamente andate a prendere dalle minori risorse al comparto della sicurezza e dell’ordine pubblico. Togliete circa 500 milioni di euro alle forze di sicurezza.

  Fate di tutto tranne che aumentare la percezione dello Stato di diritto e della sicurezza: il codice identificativo sul casco per le forze di polizia; il reato di tortura; la certezza della pena che non c’è più; in base al provvedimento che è stato votato da voi lo scorso mese chi è più ricco paga, chi delinque di più e può avere più soldi paga ed esce dal processo penale alla faccia di chi subisce il reato; per non parlare della tenuità del fatto che porta ai domiciliari, allo sconto della pena. Alle fasce più deboli, agli indigenti, ai poveri del Paese, che sono 4 milioni, voi date 40 centesimi al giorno: 600 milioni nel disegno di legge di stabilità che diviso 4 milioni, diviso 365 giorni, fa 40 centesimi al giorno. Mentre per un immigrato clandestino, che non ha neanche titolo di essere presente sul territorio nazionale, voi spendete 35 euro. Quindi questa è l’ennesima vergogna di questo Stato che penalizza i suoi concittadini. Fin qui la parte normativa, poi c’è la parte strategica dell’azione di questo Governo: la ricentralizzazione totale di tutte le competenze istituzionali attraverso la modifica costituzionale, che da voi probabilmente sarà votata entro o nella primavera dell’anno prossimo, con la quale sopprimete il bicameralismo, che può essere probabilmente una soluzione. La Lega Nord comunque aveva già prodotto tale soluzione nel 2006 attraverso la devolution, con la quale tuttavia si istituiva un bicameralismo vero attraverso la realizzazione del Senato delle autonomie e attraverso la devoluzione alle regioni di fette di competenza in campo sanitario, nel campo dell’istruzione, nel campo della sicurezza. Invece voi prevedete un bicameralismo in cui c’è solo la Camera dei deputati che sarà proprio deputata a decidere su tutto perché, attraverso la clausola di salvaguardia, voi andrete ad ammazzare le regioni anche da un punto di vista istituzionale e legislativo, dopo averle svuotate di competenze sia concorrenti sia proprie, dopo aver svuotato le casse delle regioni perché, dal 2014 al 2019, questa maggioranza toglie 21 miliardi di trasferimenti alle regioni. Ventuno miliardi di tagli alle regioni significano sostanzialmente minori servizi, minori prestazioni, minori possibilità di intervenire nel campo delPag. 12lavoro, della formazione professionale, della sanità. Voi fate le leggi finanziarie sulla pelle delle regioni e, di conseguenza, dei cittadini. Quindi, una riforma costituzionale che, come dicevo, con la clausola di salvaguardia fa sì che il Premier, il Governo, neanche il Parlamento, possa cancellare la legge di un organismo eletto democraticamente come il consiglio regionale perché lede l’identità nazionale, lede le iniziative del Governo. Qui siamo quasi alla dittatura, siamo quasi alla dittatura democratica fatta dal parallelismo del monocameralismo, con tutte queste competenze costituzionali, e l’Italicum che attribuisce il premio di maggioranza ad un solo partito, che avrà come risultato lo spostamento plastico delle figure che gestiscono il partito all’interno dell’istituzione governativa: come nell’Unione Sovietica dei tempi che furono quando il partito comandava il Paese. Qui ci sarà il segretario del partito che potrà fare il Premier e avrà come Consiglio dei ministri coloro che lo sostengono all’interno della sua segreteria: un Moloch che credo sia tutto tranne che democratico. Per arrivare anche alla difficoltà dell’identità, di potersi esprimere: cancellerete la parola «province» dalla Costituzione. Questo non è uno snellimento istituzionale, questo non è uno snellimento burocratico né avrà degli effetti economici rilevanti tali per cui questa riforma dovrà essere perseguita, anzi sarà solo propedeutica ad un taglio dell’identità, all’ennesimo schiaffo all’autonomia e a tutti coloro che puntano all’autodeterminazione dei popoli come meta primaria per la loro azione politica. Schiacciate gli enti locali…

  PRESIDENTE. La invito a concludere, onorevole Simonetti.

  ROBERTO SIMONETTI. …non li fate decidere all’interno delle loro competenze né date loro la possibilità di essere autonomi. Il taglio della Tasi e dell’IMU sulla prima casa significa solo una cosa: far dipendere gli enti locali direttamente dal centralismo dei trasferimenti erariali. Prima noi avevamo dato nella scorsa legislatura, con il federalismo fiscale, la possibilità agli enti locali di avere una finanza propria e di poter decidere loro stessi del loro futuro, in modo tale che i cittadini potessero fare un parallelismo vero fra chi preleva loro le tasse e chi li governa. Con i trasferimenti questo non avverrà: chi scialacqua di più riceverà di piùPag. 13alla faccia appunto della buona gestione amministrativa ed istituzionale. Per non parlare poi della difesa delle industrie nazionali: c’è uno shopping costante e continuo fatto dall’imprenditoria europea nei confronti della nostra grande industria che ha fatto di questo Paese leader mondiale del…

  PRESIDENTE. Concluda, onorevole. Ha finito il tempo.

  ROBERTO SIMONETTI. Quindi, non può che essere un voto contrario, a questo che è un Governo che prima va a casa e meglio è per tutti (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie – Lega dei Popoli – Noi con Salvini).

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