Simonetti: dichiarazione voto finale decreto Giubileo del 19.01.15

20/01/2016 alle 10.13

ROBERTO SIMONETTI. Grazie, Presidente. Questo è un decreto omnibus; noi abbiamo anche proposto all’Assemblea la costituzionalità di questo provvedimento, che è stata purtroppo bocciata; è stata bocciata perché voi ritenete che questo provvedimento, pur essendo costituito in maniera eterogenea da mille argomenti che nulla hanno a che fare l’uno con l’altro, può essere oggetto di decretazione d’urgenza. Però non può essere modificato; può essere proposto all’Aula, può essere dibattuto ma non può essere modificato anche se le tempistiche c’erano per una conversione al Senato entro i sessanta giorni di rito; quindi, non ho capito perché numerose proposte che sono pervenute dalla minoranza non siano state accolte, misure, quelle emendative, certamente migliorative che avrebbero potuto dare spazio a chi è escluso da queste eterogeneità, che però fa sempre solo comodo alla vostra parte politica. Noi abbiamo evidenziato molte delle lacune e delle, diciamo così, pericolosità di questo testo; abbiamo evidenziato quanto viene celato nel provvedimento, per esempio sulla tematica dell’Expo; voi utilizzate nuovamente il mezzo del finanziamento di questa esposizione universale, probabilmente per aiutare nuovamente un vostro candidato. Adesso poi vedremo se, alle primarie, vincerà e sarà quindi candidato a sindaco. Spiace però che, nel momento in cui proprio vi è la conversione di un decreto che stanzia dei fondi per il futuro di quelle aree, il commissario Sala utilizzi certe cose. Abbiamo visto delle fotografie sui giornali, poi nessuno le ha smentite – perlomeno le smentite non le ho viste – in cui è ritratto assieme al suo comitato organizzativo delle primarie proprio nelle sale dell’Expo che voi oggi andate a finanziare. Finanziate, però, per una sorta di riutilizzo di una parte di quelle aree: 70 mila metri, su un milione di metri quadri. Quindi, non si capisce quale sarà il destino di tutte quelle strutture. Poi fate partire l’immondizia – nuovamente, tutta la raccolta non differenziata delle ecoballe della Campania – e la fate arrivare nuovamente al nord, dove ci sono le strutture che, in funzione del bando che il presidente della regione Campania andrà a fare, sono tutte strutture che sono squisitamente stanziate al nord, sia dal punto di vista di discarica sia dal punto di vista di termovalorizzazione. Però, spendete 150 milioni di euro senza andare a risolvere alla base, alla radice, il problema della raccolta rifiuti dalla regione. Tutto il sistema che è stato creato, che avete creato attraverso una incapacità gestionale delle amministrazioni pubbliche e locali, dal livello provinciale, dal livello comunale, dal livello regionale, ha prodotto una quantità enorme, stanziata sul territorio campano, pari a 5 milioni di tonnellate di rifiuti in ecoballe, pari a più di 4 milioni di ecoballe in unità. Queste, però, verranno spostate in una piccolissima parte: un settimo di quello che è lì abbancato prenderà il via, con più di 300 mila veicoli, e inizierà a girare per l’Europa, per l’Italia, con un costo di 150 milioni di euro, come dicevo, senza andare a risolvere il problema, non solo quello dello smaltimento di questa montagna di rifiuti, ma addirittura della gestione del futuro della raccolta, che ovviamente non potrà che finire in una nuova realizzazione di una nuova montagna di rifiuti. Abbiamo visto oggi, negli emendamenti, come vengono trattati diversamente i lavoratori. Se i lavoratori sono quelli socialmente utili della Calabria, sono meritevoli di attenzione, tanto che vengono stanziati 50 milioni di euro affinché questa problematica possa essere risolta entro il 31 dicembre dell’anno prossimo. Però, queste date perentorie sono vent’anni che vengono prorogate di anno in anno e ogni anno vengono finanziate. Noi abbiamo chiesto di dare una mano anche a quei lavoratori stagionali che non hanno potuto essere assunti a termine, durante il periodo delle feste invernali, perché questa siccità nevosa ha creato una calamità naturale per quelle aziende che lavorano in quelle aree. Però, nulla il Governo ha voluto prendere in considerazione dei nostri emendamenti, tanto che addirittura il Presidente Boldrini ha dichiarato inammissibili gli emendamenti che parlavano di questa problematica, benché, all’interno dall’articolo 10, il Senato abbia introdotto una modifica. Di là si può fare tutto; al Senato si possono aggiungere emendamenti, mentre qui alla Camera sono inammissibili, pur essendo comunque pertinenti in funzione della congruità del testo prodotto dal Governo. Abbiamo poi la problematica delle società sportive. Può essere lodevole l’iniziativa di stanziare 100 milioni di euro affinché le periferie abbiano dei fondi per l’ammodernamento delle strutture sportive, delle palestre, delle piste di atletica e quant’altro. Il problema di fondo è che il Governo fa finta di stanziarli per le realtà locali e per tutte quelle realtà sportive che fanno veramente aggregazione e che hanno uno scopo anche e soprattutto sociale. Infatti, andando ad inserire il termine «nazionale» – quindi, strutture utilizzate per l’agonismo nazionale – significa andare ad aiutare tutte quelle società sportive che già sono piene di soldi delle pubblicità, dei diritti televisivi, dei diritti di pubblicità di tesseramento e, quindi, di pubblicità. Quindi, noi abbiamo chiesto che, oltre all’indicazione di una territorialità nazionale, fosse indicata anche un’indicazione di territorialità regionale, un agonismo regionale, un agonismo locale, affinché le società sportive di base abbiano la possibilità di poter accedere a questi fondi, accedere a questa possibilità di ristrutturare le loro strutture sportive. Invece, a loro non sono concessi dei soldi. Ai presidenti e alle famiglie che costituiscono, attraverso l’apporto dell’iscrizione dei loro figli a queste società, è data la possibilità di tirar fuori – loro – dei soldi, affinché vengano utilizzati soldi privati per la ristrutturazione e l’ammodernamento delle strutture e, al massimo, il comune gli può concedere un’assegnazione più lunga, in modo tale che possano rientrare dal loro impegno economico. Ma questo sostanzialmente è un intervento privato, ove il pubblico non vuole intervenire. Infatti, il Governo, rispetto al nostro emendamento, che prevedeva di inserire il comma 6 all’interno del finanziamento del comma 2, ha dichiarato parere contrario. Non vuole finanziare l’attività di base, vuole solo finanziare quelle realtà che il CONI, i ricchi, la grande struttura nazionale andrà a indicare, a chi ? A Renzi, che, all’interno della sua struttura di bilancio, quella della Presidenza del Consiglio, ha la possibilità di distribuire, su indicazione del CONI, questi 100 milioni di euro, che fanno il paio, come già ricordato, con quei 500 milioni di euro dei fondi per le periferie urbane, per andare a collegare le periferie al centro; quei 500 milioni di euro che, però, sono sempre in capo non al Ministero delle infrastrutture e dei lavori pubblici o a quello che poteva essere degli affari regionali. No, solo il Presidente del Consiglio ha titolo di decidere ove fare approdare quei fondi, ovviamente attraverso una commissione che avrà comunque, anche essa, sede alla Presidenza del Consiglio. Quindi, vedete, noi non possiamo votare favorevolmente questo provvedimento, che, come al solito, va a penalizzare i lavoratori del nord, dove si produce, dove si produce reddito, dove si produce finanza pubblica nazionale. Invece tutti quei proventi vengono utilizzati per finanziare quei territori che – sì – hanno la necessità di uscire da un periodo di crisi, da un periodo di bisogno, ma non è attraverso questi metodi che si risolve il problema. Io ho chiesto di risolvere il problema degli LSU della Calabria entro il 30 giugno, non entro il 31 dicembre, come previsto dal vostro testo, ma avete votato in modo contrario, giusto perché sapete e volete non risolvere quel problema in sei mesi; volete tenerlo lungo dodici mesi, per poi riproporre, con un altro «mille proroghe» l’anno prossimo, il finanziamento di altri 50 milioni di euro per i lavoratori socialmente utili della Calabria. Quindi, è un voto decisamente e convintamente contrario a questo decreto (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie-Lega dei Popoli-Noi con Salvini).

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