Dichiarazione voto finale Legge stabilità 2015 del 22.12.2014

23/12/2014 alle 17.16

ROBERTO SIMONETTI. Signor Presidente, è chiaro che sarà un voto contrario.

  PRESIDENTE. Onorevole Simonetti, attenda un attimo. Colleghi ! Noi dobbiamo consentire a chi deve parlare di farlo nel modo più decente possibile. Questo non è decente. Prego, onorevole Simonetti.

  ROBERTO SIMONETTI. È chiaro che il voto sarà un voto convintamente contrario a questa manovra, a questa legge di stabilità, che può essere considerata tutto tranne che espansiva. Non posso consegnare il cervello, perché non ho un testo scritto.

  PRESIDENTE. Vada avanti, onorevole Simonetti.

  ROBERTO SIMONETTI. E questa non è una mia battuta, ma è di qualcun altro. Sono 3,3 miliardi di taglio del fondo per la diminuzione della pressione fiscale. Sono 6,2 miliardi di tagli agli enti locali; questa è una finanziaria che…

  PRESIDENTE. Onorevole Simonetti, attenda: colleghi, noi abbiamo adesso la possibilità di sospendere la seduta fino a che gli oratori non sono in condizione di parlare come hanno diritto. Decidiamo che cosa vogliamo fare: posso sospendere per mezz’ora, un’ora, un’ora e mezza, quanto vogliamo, oppure lasciamo, a chi vuole intervenire, la possibilità di farlo nelle condizioni possibili. È chiaro ? Colleghi ! Onorevole Dellai, mi aiuta anche lei per favore, gentilmente, con chi le sta di fronte ? Per favore, i capannelli, colleghi ! Prego, onorevole Simonetti !

  ROBERTO SIMONETTI. Grazie, Presidente, torno agli argomenti, che possono considerarsi, quindi, tutto tranne che espansivi, per quanto riguarda questa manovra. I 6,2 miliardi di tagli agli enti locali, 4 miliardi…

  PRESIDENTE. Colleghi, dietro l’onorevole Simonetti, per favore ! Colleghi…

  ROBERTO SIMONETTI. Presidente, io vado avanti comunque; non è un problema: alzo la voce…

  PRESIDENTE. Prego, onorevole Simonetti, mi scusi.

  ROBERTO SIMONETTI. Grazie Presidente per l’attenzione che dedica a noi,Pag. 114che siamo in minoranza e che vogliamo comunque poter parlare di argomenti che poi, alla fine, sono pregnanti nella vita quotidiana di tutti i cittadini: finché rimangono all’interno di queste aule, la gente non riesce a capire come si tramutano, indirettamente e direttamente, queste manovre economiche e finanziarie contenute in questa legge di stabilità. 6,2 miliardi di tagli, che voi proponete per la copertura di fatto della stabilizzazione degli 80 euro, che cubano 9,5 miliardi, significheranno sostanzialmente minori servizi offerti ai cittadini e l’aumento della pressione fiscale a livello locale perché le regioni non potranno che fare ciò per riuscire a fornire servizi essenziali in tema di sanità, di deleghe alle istituzioni locali e provinciali, di trasporto pubblico, per esempio. A questi 6,2 miliardi si devono aggiungere gli altri miliardi di tagli delle leggi che avete approvato anche nella scorsa legislatura e anche in questa legislatura, come la spending review di Monti, il decreto «Salva Italia» di Monti, il decreto n. 66 di Renzi, che cubano 14 miliardi di tagli per l’anno 2015 agli enti locali. In più, aumentate il debito pubblico di 6 miliardi e questo sarà un ulteriore peso per le future generazioni. Altro che espansiva ! È tutto tranne che espansiva. Avete anche previsto in questa legge finanziaria una riproposizione di questa assurda storia delle amministrazioni provinciali; ha una storia che nasce nella scorsa legislatura con il decreto Monti e che ne prevedeva la soppressione. Fu emanato anche un decreto per la riorganizzazione degli enti intermedi, che, tuttavia, non fu convertito, perché non si riuscì, non avete voluto, attraverso un’operazione di Palazzo, eliminare tali enti provinciali, dal momento che ci fu una sommossa, soprattutto, degli amministratori, ma anche, da qualche parte, dei cittadini. Tutte cose che si stanno concretizzando adesso con un’incapacità e un’impossibilità, da parte degli amministratori, di poter soddisfare le esigenze dei cittadini. Tutte queste problematiche adesso sono state scaricate sui sindaci, perché, attraverso l’elezione indiretta prevista dalla legge Delrio, che ha creato dei mostri istituzionali (perché è una legge che non offre delle soluzioni immediate), si è creata una situazione per cui gli stessi sindaci non hanno più i fondi per gestire le loro competenze e non hanno i fondi né i mezzi istituzionali per gestire le competenze che sono state attribuite loro attraverso la creazione dell’area vasta, in cui loro sono i principali attori e non c’è più l’elezione diretta, quindi vi è un ulteriore schiaffo alla democrazia di questo paese. Aggiungiamo la riforma costituzionalein itinere che cancella la parola «province» e questa finanziaria che cerca, che vuole sostanzialmente dimezzare il numero dei dipendenti, lasciando, non dico, per strada, ma quasi, 20.000 unità di persone, che finora hanno lavorato all’interno del pubblico impiego. È una finanziaria di fatto contro il nord, come tutte le manovre finanziarie che vi sono state in questo paese, tranne quelle in cui la Lega era al Governo. L’IMU agricola, il pellet, le zone franche dell’Emilia, che avete bocciato non solo negli emendamenti, ma anche come ordine del giorno, le camere di commercio, che sono punti e centri nevralgici di sviluppo dell’economia dei territori, che voi volete distruggere, volete annientare, volete centralizzare, portando le loro competenze al MISE, e avete iniziato a togliergli i fondi attraverso l’obbligo del trasferimento delle loro casse nella tesoreria unica. Non ultimo, le fondazioni bancarie, l’unica realtà che riesce ancora a dare sostegni all’economia reale, all’economia sociale, all’economia…

  PRESIDENTE. Per favore, liberiamo i banchi del Governo, gentilmente ? Onorevole Piccione ! Onorevole Piccione, le dispiace ? Grazie. Prego, onorevole Simonetti.

  ROBERTO SIMONETTI. Grazie, Presidente. Dicevo, le fondazioni bancarie, che si sostituiscono, si sono sempre sostituite, purtroppo, alle mancanze incolpevoli degli amministratori locali in campo sociale, in campo culturale, in campo associativo. E adesso andate a tassare gli utili che queste fondazioni ricevono, il che si tramuterà, sostanzialmente, in minori elargizioni da parte delle fondazioni stesse, perché avranno meno liquidità da poter gestire. Una legge di stabilità contro il nord, dicevo, ma certamente non contro altre realtà del Paese: 110 milioni per Roma capitale, che si sommano agli altri, e si arriva a 540 milioni annui per Roma capitale, e abbiamo visto tutti come vengono gestiti questi soldi; 90 milioni per la Sicilia, per i terremoti di 24 anni fa, e per l’Emilia non vi è nulla, non vi è nulla; 100 milioni per gli LSU di Napoli e Palermo, che almeno, nelle scorse legislature, si andavano ad inserire in legge finanziaria anno per anno: qui siete stati talmente vergognosi che li avete messi a decorrere; 80 milioni per il buco sanitario del Molise; 190 milioni per il Fondo immigrati, e adesso capiamo anche perché si continuano a implementare i capitoli del fondo per l’immigrazione. Se noi facciamo la somma di questa iniziativa legislativa, di questa legge di stabilità, che, come dicevo prima, devasta le autonomie locali, se la sommiamo a quello che è previsto nella legge costituzionale, che taglia le prerogative alle regioni, che sta passando tutto ciò che era concorrente in campo direttamente alla competenza esclusiva dello Stato, che, praticamente, si prende, oltre le competenze, anche il coordinamento della finanza pubblica, questo cosa significa ? Significa che le regioni, non avendo più la possibilità di intercedere nel coordinamento della finanza pubblica, non avranno più, benché sia scritto in Costituzione, la propria autonomia finanziaria di entrata e di spesa, perché sarà lo Stato a decidere delle loro necessità e delle loro entrate. Ma chi deciderà nello Stato ? Deciderà solo una Camera, perché il Senato non avrà questi compiti, sarà solo un’Aula di rappresentanza territoriale, ma che non avrà come competenza la capacità di decisione in materia di coordinamento della finanza pubblica, e a decidere sarà solo una Camera, che sarà eletta – ed è il terzo pilastro dell’antidemocrazia che state portando avanti – per mezzo di una legge elettorale che prevede un premio di maggioranza ad un partito. Quindi, una sola Camera che decide e, all’interno di quella Camera, solo un partito, che è minoritario, ma che riceverà la maggioranza a colpi di premio di maggioranza (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie). Questa è una dittatura democratica, ma pur sempre una dittatura a danno dei cittadini, a danno delle autonomie, a danno del nord. State costruendo una dittatura a danno delle autonomie. È chiaro che – lo ha spiegato anche il Viceministro – questa non è una legge triennale, perché le norme di salvaguardia dell’IVA poste nel 2016, nel 2017, significano che non vi è stata una previsione triennale, perché è impossibile non avere il default nel 2016, visti i conti di questo Stato e vista l’organizzazione istituzionale di questo Stato che…

  PRESIDENTE. Deve concludere.

  ROBERTO SIMONETTI. Presidente, quanto ho ancora ?

  PRESIDENTE. Un minuto.

  ROBERTO SIMONETTI. Quindi, un’organizzazione di questo Stato così come è organizzato in questo momento. È chiaro, quindi, che voi ci porterete, di fatto, al default: lo ha detto Juncker un mese fa, 15 giorni fa. Ha detto che, se entro marzo non ci saranno le riforme – che non ci saranno, perché le vostre sono tutte finte riforme –, vi sarà un provvedimento e un accertamento serio da parte dell’Unione europea, e questo non significherà altro che una sorta di commissariamento. Non so se sarà la trojka, non so se verrà qualcun altro a prendere in mano questo Governo, ma significherà, di fatto, il default. In questo cono d’ombra, in questo tunnel, l’unica luce che può portare questo default è il fatto che, quando ci sarà, avremo la possibilità di ristrutturare integralmente questo Paese, di creare quindi delle vere autonomie, creare appunto quelle prerogative per le quali la Lega Nord si batte da sempre, cioè l’indipendenza della Padania (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie – Congratulazioni).

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