Discussione Nota di Aggiornamento al DEF del 30.10.2014

Inserita lunedì, 10 novembre 2014 | da: roberto simonetti
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  ROBERTO SIMONETTI. Presidente, a parti invertite oggi non sarebbe una seduta così tranquilla, ci sarebbe stata la richiesta corposa, da parte del Partito Democratico, delle dimissioni, come minimo, del Ministro se non del Presidente del Consiglio, con ovviamente sberleffi ed insulti. Mentre oggi pare la normalità andare a rivedere le previsioni di note che sono già previsioni modificative rispetto a quelle depositate nel mese di aprile, quindi delle previsioni errate del documento di quindici giorni fa, che facevano dipendere il raggiungimento degli obiettivi dalle iniziative che sono state inserite nella legge di stabilità, al punto, però, di aver sbagliato i conti nella legge di stabilità, tanto che il commissario europeo, Vicepresidente della Commissione europea, Katainen, ha chiesto dei chiarimenti specifici, pertinenti e molto schematici, cioè il rispetto del Patto di stabilità nel 2015 ed il rispetto degli obblighi delle politiche di bilancio. Ovviamente Renzi si è trovato, come al solito, spiazzato, quando si parla di numeri, ma molto spocchioso nella risposta, tanto che ha detto, giocando con i miliardi come se fossero noccioline: che problema ha l’Italia ? Può mettere uno o due miliardi in mezza giornata. Si trovano così, appunto, come le caramelle nella stanza dei bambini. Uno o due miliardi, diceva, il problema è che la correzione che ha chiesto Katainen è di 4,5 miliardi, quindi più del doppio di quello che era all’inizio della trattativa fra il Governo italiano e la Commissione europea.
Quindi, una battaglia completamente persa del Governo italiano nei confronti della burocrazia e della tecnocrazia europea, che ha posto una lite non sul merito, non una rivendicazione della sovranità nazionale, ma è andato a litigare Renzi per l’opinione pubblica italiana sul rendere pubblici i carteggi e le lettere fra la Commissione europea e il Governo italiano. Ecco, lui si è nascosto dietro questo battibecco da asilo infantile, per nascondere il vero problema che è quello che cercheranno di risolvere con l’emendamento alla legge di stabilità.
C’è un ulteriore taglio ai cittadini di 4,5 miliardi; si porta, quindi, il deficit dai 2,9 punti ai 2,6, raggiungendo quindi un miglioramento di altri 0,3 punti percentuali di deficit. Una correzione però che viene pagata – come dicevo – dai cittadini e dalle imprese, perché i fondi che va a tagliare il Governo per poter rientrare nei parametri imposti dalla Commissione sono 3,3 miliardi di cancellazione di soldi dal fondo di riduzione delle tasse.
È partita tutta una campagna mediatica di presentazione di questa legge di stabilità, dicendo che ci sarebbero stati 18 miliardi di tagli alle tasse. Questa forse è una delle balle più grosse, una delle tante balle, ma probabilmente la balla più grossa che Renzi ha raccontato ai cittadini italiani, tanto che, per riuscire a rientrare nei parametri, ha dovuto tagliare la possibilità di ridurre le tasse ai cittadini e alle imprese italiane di ben 3,3 miliardi. In più, ha dovuto aggiungere 730 milioni, ampliando il reverse charge, che è l’inversione del versamento dell’IVA. Però questo è un dato come al solito aleatorio, perché innanzitutto bisogna produrre per creare IVA, e soprattutto bisogna che ci sia qualcuno che questa IVA la versi: pertanto, è molto probabile che la clausola di salvaguardia a copertura di questi 730 milioni, che prevede un aumento dell’IVA e delle accise, diventerà come al solito da clausola di salvaguardia a clausola ordinaria, clausola principale; e questo sarà quindi un ulteriore appesantimento dell’economia del Paese.
E poi c’è una riduzione di 500 milioni attraverso il taglio con finanziamento dei fondi strutturali e di sviluppo e coesione contro le regioni, e questo ovviamente è un viatico perverso, perché non dà la possibilità, oltre agli altri tagli che vedremo dopo agli enti regionali, di creare un volano di sviluppo territoriale, che è propedeutico al rilancio dell’economia nazionale.
Però, io trovo strano che, al posto di tagliare ulteriormente i fondi alle regioni, nella legge finanziaria, non sono stati cancellati per esempio i 187 milioni per la gestione degli immigrati. Non avete tagliato i 110 milioni di Roma Capitale, che continua così a sperperare soldi come sta facendo da diversi anni. Non avete tagliato i 100 milioni, che addirittura avete previsto a decorrere dall’anno 2015, per la regolarizzazione dei lavori socialmente utili di Napoli e Palermo; però almeno negli altri anni avevate avuto la decenza di andare a mettere queste poste anno per anno, proprio per non creare una vergogna internazionale. Qui noi abbiamo addirittura una messa in posta di 100 milioni a decorrere dall’anno prossimo !
Tutti questi tagli di cui ho parlato andranno ad aggiungersi a tutti gli altri problemi che sono stati previsti dalla legge di stabilità originaria, che sono i 4 miliardi di taglio alle regioni, sia ordinarie che a statuto speciale, 1,2 miliardi ai comuni, 1 miliardo alle province: questo solo per il 2015, perché poi queste cifre verranno raddoppiate nel 2016 e nel 2017. È chiaro che gli enti locali e i territori non avranno più la possibilità di garantire i servizi essenziali propri delle loro funzioni; però sarebbe interessante capire qual è la posizione poi degli amministratori del Partito Democratico, che hanno nelle loro mani le più grandi città, non le più grandi regioni, fortunatamente, ma un grande numero di enti locali. Leggiamo i titoli sui giornali, in cui il presidente dell’ANCI Fassino, sindaco di Torino, dice che questa legge di stabilità è da cambiare.  Chiamparino fa la voce grossa sui territori ma poi scodinzola qui a Roma quando si incontra con Delrio, poi chiaramente fanno anche le comparsate televisive con delle figure non molto belle. Vediamo poi quando si concretizzeranno gli emendamenti della Lega Nord cosa farà il PD e cosa faranno appunto questi rappresentanti degli enti locali in seno al dibattito in Commissione sulla legge di stabilità. Sono tutte misure quindi queste certamente restrittive; nel testo della proposta di aggiornamento si parla di una previsione di sviluppo economico e quindi non restrittiva, ma, a mio avviso, c’è tutto tranne che una politica di espansione, una politica espansiva in questa proposta di Documento di economia e finanza e di legge di stabilità se è vero com’è vero che gli 80 euro vanno a blindare una parte sostanziosa del bilancio dello Stato, tanto che occupano uno spazio pari a 9 miliardi di euro, che verrà ovviamente coperto con il taglio agli enti locali, con l’aumento dell’IVA, con l’aumento della pressione fiscale e con il taglio appunto degli incentivi sull’IRAP del decreto n. 66 di questa primavera, tanto che danno soddisfazione ovviamente a queste famiglie che ricevono questi 80 euro al mese per 960 euro all’anno, ma tutto questo non ha prodotto nuovi consumi; la famosa domanda aggregata non è aumentata ma si sono sfondati i conti pubblici a danno appunto dell’intero sistema economico-finanziario del Paese. Ci sono moltiplicatori della spesa maggiori rispetto ai moltiplicatori delle entrate e questo ovviamente non potrà che creare una misura restrittiva e non una misura espansiva. Quindi, voglio dire che è utile in questo periodo di Semestre europeo sfruttarlo maggiormente, non tanto per fare delle gite a Bruxelles, come quelle che ha fatto il Primo Ministro in questi tempi, ma sfruttare appunto la Presidenza italiana del Semestre europeo per cambiare l’impianto economico dell’Unione europea e dell’euro, abolendo per esempio il Patto di stabilità, compreso il patto di stabilità interno, al fine di poter attuare misure straordinarie per la ripresa economica e per gli investimenti infrastrutturali, in particolare per quelli ad impatto positivo contro il rischio idrogeologico e sismico del territorio che genererebbero inoltre nuovo gettito e nuovi posti di lavoro. Noi vogliamo che venga utilizzato questo Semestre europeo per dare una pianificazione maggiore ai trasferimenti agli enti locali e territoriali nonché in ambito sanitario, superando definitivamente il criterio della spesa storica a favore del sistema dei costi e dei fabbisogni standard, applicando in ogni dimensione del Paese il federalismo fiscale, con ogni possibile…

  PRESIDENTE. Concluda.

  ROBERTO SIMONETTI. …spending review efficace per la ripresa economica. Quindi questi sono i veri paletti che la Lega prevede nel corso del dibattito alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica; tutto il resto è puramente una mera campagna elettorale fatta con i soldi dei cittadini, fatta con una serie di promesse che non verranno mai mantenute. L’unica cosa di espansivo che ha questa manovra finanziaria…

  PRESIDENTE. La prego di concludere.

  ROBERTO SIMONETTI. … sono le bugie di Renzi, qui si espandono a livello…

  PRESIDENTE. Può concludere ? È oltre un minuto, deve concludere, mi dispiace, concluda. Grazie.

  ROBERTO SIMONETTI. Signor Presidente, se lei disturba non si riesce a finire… (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie).

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