Dichiarazione voto su intervento Gentiloni Consiglio Europeo del 12.12.2017 • Roberto Simonetti

Dichiarazione voto su intervento Gentiloni Consiglio Europeo del 12.12.2017

Inserita mercoledì, 13 dicembre 2017 | da: roberto simonetti
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ROBERTO SIMONETTI. Presidente, vede, questo è un Governo tra l’altro non molto presente durante questo dibattito, che ha portato il Paese controvento rispetto alle novità positive del 2016 e del 2017 che hanno caratterizzato la politica internazionale europea ed internazionale mondiale; un Governo che considera nella sua descrizione degli shock negativi la Brexit e la vittoria di Trump in America. Anche noi le consideriamo shock, ma che sono shock positivi per la democrazia, degli shock positivi per l’economia, per la politica internazionale, che avremmo dovuto sfruttare al meglio, senza essere quindi sempre succubi della Francia, succubi della Germania; che tra l’altro non ci hanno risposto in maniera ossequiente, ma addirittura per la situazione per esempio dell’EMA su Milano abbiamo visto qual è stato il risultato: l’Italia è nel dimenticatoio dell’Europa, l’Italia è nel dimenticatoio di ciò che si poteva utilizzare in maniera positiva.

Noi siamo per un’Europa diversa, cosa che invece questo Governo non è: noi vogliamo modificarli i Trattati, modificare tutti i Trattati in modo tale da soverchiare questa burocrazia che continua ad opprimere la nostra economia, il nostro made in Italy, la nostra agricoltura, la nostra pesca, la nostra industria. Invece speriamo che il Governo non vada ad inchinarsi di nuovo nei confronti della burocrazia europea, e non vada ad inserire il fiscal compact all’interno della legislazione quadro dell’Unione europea. Speriamo addirittura che sia cauto per la realizzazione alla cooperazione strutturata denominata Pesco, perché anche lì si vanno a ledere degli interessi nazionali nel campo dell’industria e delle imprese degli armamenti e dell’autodifesa nazionale, dell’industria dell’aerospaziale che caratterizza il nostro Paese. Poi tra l’altro noi i confini dobbiamo difenderli con le nostre Forze, non dobbiamo demandare ad altri la difesa dei nostri confini, perché questo porterebbe ad un aumento dell’invasione, non ad una riduzione dell’invasione.

Voi ci avete messo contro l’America, contro Trump, avete deciso unilateralmente di chiedere una convocazione del Consiglio di sicurezza dell’ONU perché questi condannasse l’iniziativa di Trump di scegliere come capitale di Israele Gerusalemme; tra l’altro sarebbe bene che se Israele vuole quella città come capitale, tutta la comunità internazionale glielo consentisse: ognuno si autodetermini. Siete contro Trump, ma Trump nel suo anno di mandato ha portato il PIL del Paese a tre volte tanto rispetto a quello dell’Italia, la borsa americana è ai massimi storici, c’è un ottimismo ai massimi della popolazione americana.

La riforma fiscale che voi non avete fatto, anzi la pressione fiscale in Italia è aumentata, porta ad una no-tax area sotto i 24 mila dollari all’anno; noi siamo ad 8 mila. Addirittura fino a 90 mila dollari all’anno c’è una tassazione del 20 per cento, noi sopra i 75 ce l’abbiamo al 43 per cento. Quindi sarebbero queste le politiche che dovreste perseguire, non altre, non quelle di criticare sempre chi porta un vento nuovo, del vento fresco alla politica nazionale e internazionale.

Ci avete messo contro il popolo catalano, contro l’Inghilterra, contro la Gran Bretagna, che volevate punire nei trattati post Brexit: fortunatamente qualcosa si è limato e non c’è più una trattativa di punizione del popolo che si è autodeterminato. Anche la risposta della Spagna: avete seguito il metodo spagnolo della risoluzione delle iniziative e delle istanze autonomistiche e democratiche passanti da libere votazioni democratiche. Ecco, voi siete stati favorevoli all’utilizzo del manganello: del manganello fisico, quello della polizia, e del manganello politico, quello della giustizia nei confronti del presidente della Generalitat. Vedremo adesso, dopo le elezioni che ci saranno, quale sarà la posizione del Governo; anzi speriamo che si risolva prima la posizione del Governo, perché effettivamente lo stallo… Al Senato il Presidente, e in parte anche qui, ha detto che è preoccupato dello stallo che l’Unione Europea avrà rispetto al fatto che la Merkel non riesce a formare un Governo; io penso che dobbiamo guardare molto più umilmente in casa nostra e capire che lo stallo vero che c’è qui in Italia è questo Governo che è nato, per come è nato, per come ha prodotto, di che cosa è prodotto. Prima si va a votare è meglio è! Questo sarà uno degli ultimi atti di questa legislatura: avremo ancora la legge delle mancette elettorali della finanziaria, e poi finalmente portate i libri in tribunale e salite al Quirinale, dimettetevi e andiamo ad elezioni (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie-Lega dei Popoli-Noi con Salvini).


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