Dichiarazione voto finale Legge di stabilità 2015 del 30.11.14

Inserita martedì, 2 dicembre 2014 | da: roberto simonetti
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Siamo al voto finale della legge di stabilità e di bilancio, dopo una due giorni fatta da tre fiducie consecutive, così per continuare a dimostrare eufemisticamente quanto sia alta la democraticità del Governo Renzi. Una valutazione certamente negativa del provvedimento che certifica ad ampi scorci le reali intenzioni di Renzi verso il mondo delle autonomie e dei territori. Una finanziaria che scrive nero su bianco una delle peggiori pagine del  centralismo nazionale, dello statalismo più oscuro che purtroppo  avanza sempre più da quando Lega Nord non è al governo del Paese. Una previsione  di bilancio intrisa  di vessazioni politiche, economiche ed istituzionali contro le autonomie, contro le comunità locali e le regioni, soprattutto del nord, quelle virtuose della Padania che qui noi rappresentiamo. E’ palpabile come, provvedimento dopo provvedimento, il pendolo della storia ora viri verso Roma, verso il neocentralismo voluto dal partito democratico e del suo massimo rappresentate, frutto della sottomissione del Governo alle politiche macro economiche  europee, figlie di un’Europa senz’anima che ha partorito il fiscal compact, la rigidità di bilancio, l’austerità come fine. Un’Europa  nata senza una costruzione democratica da cui Renzi ha ben attinto le modalità pragmatiche per l’ascesa al potere. Una finanziaria che nasce sulle ceneri di  previsioni macro economiche sbagliate del Governo di inizio anno su cui sono intervenute  le raccomandazioni della Commissione Europea. Stime errate su inflazione, disoccupazione, crescita, e di conseguenza sulle finanze pubbliche. Avete accettato la previsione del 2,6% del rapporto deficit/Pil che ha portato ad un ulteriore ingessamento della spesa pubblica per ulteriori 4,5 miliardi di euro, andando ad eliminare il fondo per la riduzione della pressione fiscale per 3,3 miliardi (quindi maggiori tasse per tale importo) e l’aumento della platea dell’inversione contabile dell’IVA, coperta in caso di infrazione comunitaria, con la solita clausola di salvaguardia dell’aumento dell’IVA stessa e delle accise sulla benzina. Sentiremo elogiare dalla maggioranza questa manovra, come hanno già fatto i colleghi del PD in discussione generale, per  la stabilizzazione degli 80 euro in favore dei lavoratori dipendenti, per la deduzione del costo del lavoro dall’IRAP per le assunzioni a tempo indeterminato, per la buona scuola…. (che tra l’altro stabilizza 150.000 insegnanti per una spesa di 3 miliardi in un periodo storico in cui la spesa pubblica va assolutamente diminuita altro che assunzioni nel pubblico impiego….)

Ma non ci diranno mai che tutte queste iniziative, vicine all’inutilità se considerate in riferimento all’incremento dei consumi e del prodotto interno che genereranno, saranno pagate da politiche economiche scellerate fatte di tagli agli enti locali, alle regioni, di aumento della pressione fiscale diretta ed indiretta, di aumento del debito pubblico, di recupero fiscale alle imprese in tema di IRAP (sì  da una parte il Governo introduce la deducibilità per chi assume – saranno solo le grandi aziende –  e per tutte le altre imprese , soprattutto per le piccole realtà imprenditoriali, cancella la riduzione della stessa aliquota IRAP prevista con il decreto 66 di inizio anno, con una pretesa retroattiva alla faccia dello statuto del contribuente. Un po’ di dati per riassumere

14 miliardi di tagli agli enti locali nel 2015: 4 alle regioni, 1 alle province , 1,2 ai comuni a cui si devono aggiungere i tagli previsti dal DL 66 per 2 miliardi e dal DL95 di Monti per altri 6 miliardi. . ..

Cifre queste che poi si ripetono, 7.2 mld nel 2016 e 8,2 mld nel 2017. E non diteci che l’allentamento del patto di stabilità dei comuni sia una iniziativa credibile: tanto togliete di trasferimenti e tanto concedete di maggiore spesa…. Spesa che sarà quindi  inevitabilmente di tipo corrente per l’elargizione dei servizi a discapito di una spesa in conto capitale propedeutica a far da volano all’economia. Mentre lo Stato riduce la sua spesa ministeriale per soli 2 miliardi, obbligando le regioni all’applicazione del pareggio di bilancio già nel 2015 e per se’ stesso lo rinvia al 2017. Tutto è finalizzato alla distruzione del tessuto sociale territoriale, volete concretizzare l’omicidio perfetto da parte dello Stato centrale nei confronti delle autonomie locali, che dovranno così aumentare la loro tassazione se vorranno sopravvivere….

Renzi ride e i sindaci ed i cittadini piangono… Di più. E sempre a danno delle autonomie.

Prorogate la tesoreria unica per i comuni,  assoggettate alla stessa anche le Camere di Commercio, tra l’altro svuotate di competenze  , con la conseguenza di minori investimenti per lo sviluppo imprenditoriale locale. Colpite le casseforti dei risparmi dei cittadini: le Fondazioni bancarie che sempre più in questi ultimi anni si sostituiscono agli enti locali per il sostegno alle politiche sociali, culturali, sportive. Aumentate infatti la tassazione sugli utili ricevuti portando l’aliquota al 27.5% di un imponibile che passa dal 5 al 77,74 %  delle somme ricevute dagli enti no profit.  Un salasso tutto a danno del mondo associativo che vedrà minori trasferimenti da parte delle fondazioni stesse

Per non parlare poi delle clausole di salvaguardia che prevedono per il 2016 l’aumento dell’IVA sia agevolata che ordinaria: dal 10 al 12 per cento e dal 22 al 24 percento per arrivare poi al 13 ed al 25,5 per cento!!!! La via migliore per aumentare l’evasione ed ammazzare la domanda interna. Una presa in giro, di finto e peloso  buonismo, la  proposta del TFR in busta paga: un  danno secco a chi vi accederà!!! I lavoratori si vedranno aumentare la tassazione degli importi, in quanto assoggettati all’aliquota marginale, tali somme faranno cumulo ai fini ISEE con le conseguenze di venire esclusi dai benefici previsti per legge, ed in più aumentate le aliquote sia a danno dei lavoratori, con il passaggio dal 11,5 al 20% delle aliquote per la tassazione dei fondi pensioni ed anche  per le imprese che vedranno aumentate le imposizioni per le rivalutazioni del TFR medesimo. Macabra ciliegina sulla torta, a cui neanche il Ministro Visco o il Presidente  Amato riuscirono ad arrivare, è la tassazione sui proventi assicurativi in caso di morte!!! Renzi si è inventato pure una tassa sulla morte !!

Ed ovviamente, viste le griglie economiche adottate per tutte le agevolazioni previste in finanziaria, siamo facili profeti a dire che queste andranno a beneficiare soprattutto gli stranieri, e per alcuni casi, come il fondo per le famiglie numerose, esclusivamente gli immigrati a cui sia il PD che NCD tengono molto, visto che hanno speso miliardi di euro per andarli a prendere in Africa. E a cui dedicano anche in finanziaria centinaia di migliaia di euro per la loro inclusione. E non espulsione visto che tale capitolo di spesa  è stato azzerato. Per non parlare poi delle spese prezzemolo, quelle a cui questo parlamento non può mai dire di no. 110 milioni anno a Roma capitale, che raggiunge quindi la cifra annua di 540 milioni, 100 milioni per la stabilizzazione dei Lavoratori Socialmente Utili, la cui utilità è propria solo per chi percepirà l’indennità, 80 milioni per i buchi di bilancio sanitario del Molise, 190 milioni per il fondo immigrati….. mentre per gli alluvionati solo una piccola somma di 60 milioni. Una vergogna.

Una maggioranza che non ha voluto inserire in maniera vigorosa la distribuzione delle risorse ai comuni attraverso i costi e i fabbisogni standard, che non vuole utilizzare la residenzialità come fattore discriminante per l’ottenimento degli aiuti alle famiglie più indigenti, che non parametra i tagli alle regioni in funzione della loro virtuosità, che cancella completamente il federalismo fiscale. Una finanziaria che umilia i territori, che umilia le virtuosità e premia gli sprechi.

Una finanziaria sintetizzabile in PIU’ spese, PIU’ entrate, MENO investimenti, PIU’ deficit.

Una finanziaria a cui Lega Nord darà,  convintamente il suo voto contrario.

Roberto Simonetti

Lega Nord Padania

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